HomeCronacaL'ars oratoria di Napoli candidata dall'Ordine degli Avvocati al patrimonio immateriale dell'Unesco

L’ars oratoria di Napoli candidata dall’Ordine degli Avvocati al patrimonio immateriale dell’Unesco

La tradizione forense partenopea, la più antica del mondo, cerca il prestigioso riconoscimento "dell'umanità"

L’oratoria forense di Napoli verso il riconoscimento Unesco: parte la corsa al patrimonio immateriale. L’Ordine degli Avvocati di Napoli, presieduto da Carmine Foreste, avvia infatti l’iter per far entrare l’oratoria forense e la cultura giuridica partenopea nel Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Il progetto, molto ambizioso, punta a valorizzare una tradizione secolare, forte di primati mondiali: l’Ordine forense napoletano è il più antico del mondo. E’ stato istituzionalizzato infatti nel 1780 per volere di Ferdinando IV di Borbone.

A testimonianza di questa eredità c’è poi lo storico Palazzo di Giustizia di Castel Capuano. Qui c’è il salone dei busti coi grandi maestri dell’oratoria scolpiti nei marmi. C’è la biblioteca “De Marsico”, che quest’anno festeggia 130 anni di vita, con un patrimonio di circa 90mila volumi, alcuni risalenti al XIV e XV secolo.

I prossimi passaggi prevedono il coinvolgimento della società civile, delle istituzioni, del mondo associativo e accademico per presentare l’istanza alla Regione Campania.

L’obiettivo è l’iscrizione nell’inventario del Patrimonio culturale immateriale campano. Questo ‘scrigno’ cataloga tradizioni, conoscenze, pratiche e saperi della comunità, come definito dalla Convenzione Unesco del 2003, ratificata dall’Italia nel 2007.