I Collettivi Autorganizzati Universitari (CAU) lanciano la campagna “Sfrattiamo i super ricchi”. Sotto accusa i fondi PNRR destinati agli studentati privati e i costi inaccessibili per i fuorisede: “Fino a 800 euro al mese per una stanza, il diritto allo studio è negato”.
A distanza di due anni dalle prime mobilitazioni che avevano sollevato il caso in tutta Italia, le tende degli studenti fuorisede tornano a riempire i cortili delle università italiane. Questa mattina, giovedì 1 ottobre, in sei diverse città – Napoli, Padova, Torino, Bologna, Parma e Firenze – è scattata una mobilitazione coordinata dai Collettivi Autorganizzati Universitari (CAU) contro il caro affitti e la gestione degli alloggi studenteschi.
La protesta è stata preceduta, nella notte di mercoledì 30 settembre, da un blitz coordinato: davanti ai principali studentati privati d’Italia sono comparsi manifesti con il volto di Mr. Monopoly, scelto dagli attivisti come simbolo della speculazione immobiliare. Attorno alle tende, i manifestanti hanno disegnato un tabellone che richiama il celebre gioco da tavolo, sostituendo però le storiche vie con le tappe della quotidianità di uno studente fuorisede: affitti alle stelle, privatizzazione del settore abitativo e contratti di lavoro in nero.
L’attacco alla ministra Bernini e la gestione del PNRR
Al centro della protesta c’è il piano governativo per la creazione di nuovi posti letto, finanziato con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Gli studenti contestano duramente il modello di partenariato pubblico-privato adottato dal Ministero dell’Università e della Ricerca.
“La ministra Bernini sta mentendo spudoratamente quando dice di aver costruito 63.000 nuovi posti letto”, dichiarano gli esponenti del CAU Napoli. “La soluzione del Governo è una truffa: hanno preso 1,2 miliardi di euro dal PNRR e li hanno consegnati a grandi società private con carta bianca. Il vincolo d’uso per questi immobili scadrà dopo soli 12 anni, dopodiché le strutture nei centri storici potranno tranquillamente essere convertite in alberghi di lusso”.
Secondo i dati diffusi dai collettivi, solo un terzo dei posti letto realizzati tramite questo piano sarebbe destinato agli studenti idonei alle borse di studio e ai sostegni per l’alloggio, mentre i restanti due terzi verrebbero immessi sul mercato a prezzo pieno. I rappresentanti degli studenti sottolineano inoltre un fallimento negli obiettivi quantitativi: “Dei 60mila posti previsti, ne è stata realizzata solo la metà. Per completare i lavori sono stati stanziati altri fondi pubblici, attinti questa volta da Cassa Depositi e Prestiti”.
La mappa dei rincari: da Torino a Napoli prezzi fino a 800 euro
Per sostenere la protesta, il sindacato studentesco ha diffuso una panoramica dei costi mensili per una stanza singola all’interno delle strutture private recentemente finanziate o convenzionate.
