lunedì, Giugno 24, 2024
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Alimenti scaduti si cambia, arriva etichetta “spesso buono oltre”

Sarà rivista la dicitura "Da consumare preferibilmente entro", considerata non sufficientemente chiara secondo il nuovo indirizzo Ue.

Alimenti scaduti si cambia, arriva etichetta “spesso buono oltre”

L’Unione Europea si apprende a modificare le regole sulle scadenze per gli alimenti, con l’obiettivo di ridurre lo spreco alimentare. La Commissione europea ha presentato agli esperti degli Stati membri una proposta di revisione dell’attuale normativa, che prevede l’allargamento delle attuali maglie. In particolare, sarà rivista la dicitura “Da consumare preferibilmente entro”, considerata non sufficientemente chiara secondo il nuovo indirizzo Ue.

SARA’ MODIFICATA LA DICITURA “DA CONSUMARE PREFERIBILMENTE ENTRO”

La proposta prevede l’aggiunta di una seconda espressione, “Spesso buono oltre”, per indicare che la data di scadenza è solo indicativa per alcuni tipi di alimenti. In realtà, in questo caso non si tratta di una data di scadenza ma di un termine minimo di conservazione (Tmc), il quale garantisce che l’alimento, se conservato correttamente, preserverà le sue qualità fino a quella data.

COSI IL CONSUMATORE POTRA’ PRENDERE DECISIONI PIU’ CONSAPEVOLI

Secondo l’Esecutivo Ue, la maggior parte dei consumatori non comprende appieno la distinzione tra le etichette “da consumare entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”. La prima è un indicatore di sicurezza, mentre la seconda è un indicatore di qualità. L’aggiunta della dicitura “Spesso buono oltre” consentirà ai consumatori di comprendere meglio i dati di scadenza e di prendere decisioni più consapevoli riguardo all’opportunità di consumare o eliminare un alimento.

L’obiettivo della nuova normativa è quello di ridurre lo spreco alimentare, che rappresenta un grave problema ambientale ed economico. Secondo le stime dell’UE, ogni anno vengono sprecati circa 88 milioni di tonnellate di alimenti, con un impatto economico di circa 143 miliardi di euro. La nuova normativa potrebbe contribuire a ridurre lo spreco alimentare, favorendo una maggiore consapevolezza dei consumatori e una riduzione del numero di alimenti ancora buoni che vengono buttati per un eccesso di cautela.

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