Allarme inquinamento a Napoli: evitabili 4 decessi al giorno
Quattro napoletani morti al giorno: è la stima dei decessi evitabili legati all’inquinamento indicata dal dottor Antonio Marfella, presidente della sezione cittadina dell’isde medici per l’ambiente, sulla base di elaborazioni con intelligenza artificiale di dati ufficiali delle Arpa regionali. Un quadro che, a Napoli, maglia nera per lo smog, riguarda non soltanto le polveri sottili, ma anche il biossido di azoto.
Nel 2025 le centraline Arpac hanno registrato superamenti ripetuti del limite giornaliero per il PM10: 64 giorni in zona Nuovo Pellegrini e 48 in via Argine, oltre i 35 consentiti in un anno dalle norme italiane. Ma il dato che pesa di più, sul lungo periodo, è quello del biossido di azoto: nel capoluogo campano ogni anno si supera la soglia dei 40 giorni oltre i 40 microgrammi per metro cubo, un limite già più alto rispetto alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Una situazione, sostiene il professore, collegata soprattutto al trasporto marittimo e alla mancata elettrificazione delle banchine, prevista da anni. Si sarebbe trattato, spiega, di un intervento da 30 milioni di euro da realizzare 20 anni fa. Ogni anno il Pascale ne spende per i soli farmaci più di 60.
