Finanziamenti pubblici grazie a favori illeciti. È questo il cuore dell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che vede coinvolto il consigliere regionale della Campania, Giovanni Zannini (centrodestra). Per l’esponente politico sono scattati pesanti restrizioni: il giudice gli ha imposto il divieto di dimora non solo in Campania, ma anche in tutte le regioni confinanti, di fatto allontanandolo dalla sua sede istituzionale e bloccando di fatto il suo mandato elettorale. Le ipotesi di reato: “corruzione per l’esercizio della funzione”, “falsità materiale in concorso” e “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e illustrato in conferenza stampa, il consigliere regionale Zannini avrebbe spianato la strada a due imprenditori del settore caseario – anch’essi finiti sotto inchiesta con la misura del divieto di dimora in Campania – per realizzare un impianto di trasformazione del latte. Grazie all’intervento di Zannini, sarebbe stato concesso ai due imprenditori un maxi-finanziamento pubblico da 13 milioni di euro. Di questi, ben 4 milioni sarebbero già stati erogati come primo acconto.
L’opificio in questione dal 23 dicembre 2023 è sottoposto a sequestro. Il provvedimento nel 2025 è stato poi confermato anche dal Tribunale del Riesame e successivamente dalla Corte di Cassazione.
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