domenica, Luglio 14, 2024
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Bambini ed anziani uniti contro l’abbandono

Bambini ed anziani uniti contro l’abbandono

A tenore della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, segnatamente dell’articolo 25, è compito dell’Unione stessa riconoscere e rispettare il diritto degli anziani a condurre una vita dignitosa ed indipendente, nonché a prender parte allo sviluppo socio-culturale.

Ma, ciononostante, l’Italia, ancorché Stato fondatore, è ancora ben lungi dall’applicare in modo effettivo la disposizione testé richiamata, vuoi per le politiche oltremodo assistenzialiste dell’epoca attuale – specie a partire dalla tornata elettorale del 2018 -, vuoi per la vergognosa riluttanza, in capo ai più, a coinvolgere nelle proprie attività gli appartenenti alle generazioni passate, il cui apporto sarebbe, invece, d’incomparabile utilità.

Molti di noi, durante la propria infanzia, hanno instaurato un profondo legame coi propri nonni, non solo perché questi ultimi tendono ad esaudire le richieste della progenie (spesso non soddisfatte dai genitori, in virtù del dovere educativo gravante su questi ultimi), ma anche per l’esempio di saggezza che costoro ci trasmettono, nonché per la continua disponibilità che essi dimostrano verso i nipoti.

Per tal ragione, sarebbe senz’altro stimolante far sì che i Cittadini del futuro s’interfaccino costantemente con quelli di oggi, non solo per apprendere le “cose della vita”, ma anche per toccare con mano quel vero affetto che l’era delle tecnologie sta tendendo a far sprofondare in un burrone.

La collocazione dei soggetti in parola presso strutture ad hoc…il più delle volte non aiuta; anzi, accresce in essi il senso di solitudine, dunque le emozioni negative, tra cui la depressione. Tuttavia, c’è ancora parecchia gente ad asserire che tutto questo rappresenti la soluzione ad un “problema” che, in realtà, non è tale: vedere il fanciullo e/o l’anziano come un cruccio è non solo un errore marchiano, ma anche un’ingiustizia sotto il profilo morale.

Una celebre fiaba dei Fratelli Grimm, intitolata “Il vecchio nonno ed il nipotino” – tra l’altro, narrata pubblicamente dal Sommo Pontefice durante la sua visita pastorale a Napoli -, evidenzia in modo lampante che la convivenza tra le persone anziane ed i fanciulli (soprattutto se in stato di abbandono) può contribuire a far tornare a costoro il buonumore e, parallelamente, a farli sentire realmente parte del progetto socioculturale che ogni Stato dell’UE (e non solo) è chiamato a portare avanti perennemente.

Mi si dica…che carogna si risolve se “chiudiamo” i nostri avi nelle RSA e/o “parcheggiamo” i bimbi soli in orfanotrofio, od i nostri figli e figlie in nidi, ludoteche e posticini vari?

Giova, a questo punto, evidenziare che Urie Bronfenbrenner, luminare della psicologia statunitense, affermava che i bambini crescono e si sviluppano non solo grazie all’affetto e al sostegno dei loro genitori, ma anche grazie alla presenza di altri adulti che li incoraggiano e li guidano.

Secondo la sua teoria ecologica, l’ambiente sociale in cui un bambino cresce ha un impatto significativo sul suo sviluppo, con diversi sistemi interconnessi che influenzano la sua crescita, come la famiglia, la scuola, e così via. Bronfenbrenner sosteneva che le relazioni significative con gli adulti durante l’infanzia sono cruciali per il successo futuro del bambino.

Oggi, a causa degli impegni lavorativi sempre più intensi, i genitori spesso faticano a trovare il tempo e l’energia necessari per dedicarsi appieno ai propri figli. Per questo motivo, si riconosce sempre di più l’importanza del ruolo degli anziani nella crescita dei bambini. I nonni e gli anziani in generale sono considerati una risorsa preziosa per la società, come dimostrano i numerosi progetti di educazione intergenerazionale a livello internazionale che mettono in contatto anziani e bambini.

Gli autori Kaplan, Sanchez e Hoffman – sono, rispettivamente, professori di Programmi intergenerazionali e Invecchiamento alla Pennsylvania State University,  di Sociologia presso l’Università di Granada e di Socio-gerontologia presso la North-West University di Vanderbijlpark in Sudafrica – nel loro libro del 2017 “Intergenerational Pathways to a Sustainable Society”, sostengono che le relazioni intergenerazionali siano la via per sviluppare e mantenere un senso di fiducia tra le persone in un’epoca in cui sentimenti di coesione sociale si stanno affievolendo sempre di più.

Il dialogo intergenerazionale è un elemento fondamentale per la costruzione di una società più inclusiva e solidale. In un mondo sempre più frammentato e polarizzato, dove le differenze tra le generazioni sembrano essere sempre più accentuate, è importante cercare di promuovere un dialogo aperto e costruttivo tra persone di diverse età.

Il valore del dialogo intergenerazionale risiede nella possibilità di scambiare idee, esperienze e punti di vista tra persone appartenenti a generazioni diverse. Questo scambio può portare:

  •  a una maggiore comprensione reciproca e alla costruzione di relazioni più profonde e significative.
  • può aiutare a superare stereotipi e pregiudizi nei confronti delle diverse generazioni. Spesso ci sono fraintendimenti e malintesi tra giovani e anziani, dovuti alla mancanza di comunicazione e di empatia reciproca. Attraverso il dialogo, è possibile superare queste barriere e costruire ponti di comprensione e solidarietà.
  • può sviluppare a una maggiore valorizzazione delle risorse e delle competenze di ciascuna generazione. Le diverse esperienze e conoscenze possono arricchirsi reciprocamente, creando un circolo virtuoso di apprendimento e crescita per tutti i partecipanti.
  • può essere un importante strumento per la trasmissione di valori e tradizioni culturali tra le generazioni. Le anziane possono condividere con i giovani la loro saggezza e il loro patrimonio culturale, mentre i giovani possono portare nuove prospettive e energie fresche nella società.

L’apprendimento intergenerazionale può essere definito come una sorta di patto educativo che include persone di età diversa con l’idea di fondo che persone di tutte le età possano imparare insieme l’una dall’altra.

Nell’attuale società, le varie generazioni tendono a vivere vite separate e questo mancato contatto può portare a una perdita di coesione sociale all’interno della comunità. Secondo la professoressa Laura Carstensen, esperta di psicologia all’Università di Stanford, le persone anziane rappresentano una preziosa risorsa di esperienza per le generazioni più giovani. Tuttavia, spesso questa saggezza non viene adeguatamente valorizzata.

Gli studi condotti dalla Carstensen hanno dimostrato che il cervello invecchiato ha punti di forza, come la capacità di risolvere problemi complessi e le abilità emotive. Pertanto, la mancanza di dialogo intergenerazionale impedisce ai giovani di beneficiare di questa conoscenza. Il confronto tra le generazioni è fondamentale per aiutare i bambini a comprendere la storia, il contesto sociale in cui vivono e le prospettive future. Gli anziani possono fungere da modelli positivi per i più giovani e soddisfare il loro bisogno di avere dei punti di riferimento da seguire.

I VANTAGGI

I vantaggi di questo dialogo intergenerazionale per gli anziani sarebbero i seguenti:

  • aumento dell’autostima
  • miglioramento del benessere
  • maggiore contatto sociale
  • minore senso di ansia
  •  incremento della memoria
  •  più mobilità fisica
  •  maggiore senso di appartenenza sociale
  • il senso di accettazione e l’affetto 
  • favorire lo sviluppo di nuovi scopi e significati 
  • conoscere nuove tendenze e tecnologie, e di vedere il mondo attraverso una prospettiva diversa. 

Per  i bambini stare con le perone anziane offre tanti benefici

  • atteggiamenti positivi verso la terza età
  •  miglioramento delle abilità sociali
  • imparare abilità come  il pensiero critico, la risoluzione dei problemi e l’interazione sociale.

Si tratta di atteggiamenti e strategie necessari per muoversi efficacemente in un mondo sempre più complesso, capacità che gli anziani possono veicolare grazie alle loro esperienze di vita.

In sintesi nel creare relazioni tra generazioni, anziani e bambini, si cerca di

favorire

  •  il rafforzamento della coesione sociale
  • aumentare il contatto fra le persone e la comprensione reciproca
  • creare relazioni significative
  • stimolare la crescita emotiva e sociale

Alla luce della riflessione sinora condotta, s’invitano le Istituzioni Regionali della Campania a promuovere un costante dialogo con persone esperte in materia, come psicologi, psichiatri, geriatri, assistenti, educatori ed operatori, allo scopo di assicurare un autentico progresso sociale basato sul rispetto reciproco.

 

 

Progetto ed idea di Riccardo Vizzino (avvocato), Adriano J. Spagnuolo Vigorita (giurista, saggista, abilitato all’avvocatura) e Dott.ssa Immacolata Salemme ( psicologa psicorterapeuta, analista del compotamento BCBA)

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