mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Chi è Matteo Messina Denaro, latitante numero uno dal 1993

Chi è Matteo Messina Denaro, latitante numero uno dal 1993

Lo chiamano U siccu e Diabolik, questo secondo soprannome per sottolineare la capacità di sfuggire alla giustizia. Latitante dal 1993, quando è inserito nella lista dei più pericolosi e ricercati al mondo.

Nell’estate di quell’anno, in una lettera alla fidanzata dell’epoca, e dopo le stragi mafiose di Roma, Milano e Firenze, inizia la lunghissima latitanza interrotta oggi.

Figlio di Francesco Messina Denaro, capomafia di Castelvetrano in provincia di Trapani, nel 1989 è denunciato per associazione mafiosa e coinvolto nella faida tra i clan Accardo e Ingoglia di Partanna.

CAPO DELLA COSCA DI CASTEVETRANO SI ALLEA CON I CORLEONESI

Diventa capo della cosca di Castelvetrano e alleato dei Corleonesi. Il collaboratore di giustizia Baldassare Di Maggio negli anni ‘90 di lui dice: “Un giovane rampante, anche se non è già capo”.

CONDANNATO ALL’ERGASTOLO PER DECINE DI OMICIDI E PER LE STRAGI A PALERMO DEL ’92

Il capomafia trapanese è stato condannato all’ergastolo per decine di omicidi, tra i quali quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito strangolato e sciolto nell’acido dopo quasi due anni di prigionia, per le stragi del ’92, costate la vita ai giudici Falcone e Borsellino, e per gli attentati del ’93 a Milano, Firenze e Roma.

Nel1994 Messina Denaro organizzato un attentato dinamitardo contro il pentito Totuccio Contorno insieme a Giovanni Brusca. Tuttavia l’esplosivo, collocato in una cunetta ai lati di una strada nei pressi di Fornello dove Contorno passava abitualmente, venne scoperto dai carabinieri avvertiti dalla telefonata di un cittadino, insospettito da alcuni movimenti strani.

Per il suo arresto, negli anni, sono stati impegnati centinaia di uomini delle forze dell’ordine. Oggi la cattura, che ha messo fine alla sua fuga decennale. Una latitanza record come quella dei suoi fedeli alleati Totò Riina, sfuggito alle manette per 23 anni, e Bernando Provenzano, riuscito a evitare la galera per 38 anni. E’ stato trasferito dai Carabinieri in una località segreta.

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