Qualcosa bolle in pentola nella stazione ferroviaria di Napoli, al centro di una riorganizzazione degli spazi interni che però sta mettendo a rischio i livelli occupazionali delle attività storiche. Una rivoluzione che ha prima messo nel mirino, nell’ottobre scorso, un trentennale noto fast food, con 30 dipendenti licenziati, e che ora punta alla storica mensa ferroviaria. La data della chiusura è il prossimo 28 febbraio, a comunicarlo alla società che gestisce la mensa il Gruppo Ferrovie dello stato
Intervista (Luciano Vito, lavoratore)
Chiedono un confronto con l’azienda i sindacati della categoria Trasporti di Cgil, Cisl e Uil, per tutelare i dodici lavoratori e salvaguardare un presidio sociale che garantisce a prezzi calmierati un pasto completo a ferrovieri, studenti e viaggiatori. Per salvare la mensa di Napoli centrale, il segretario generale della Filt Cgil, Angelo Lustro ha anche promosso una raccolta firme.
