Domenico Caliendo, difesa medico: “Oppido non sapeva del cuore danneggiato”
È andato avanti per oltre tre ore l’interrogatorio preventivo del cardiochirurgo Guido Oppido davanti al gip di Napoli, nell’ambito dell’inchiesta sul trapianto di cuore fallito del piccolo Domenico Caliendo, morto lo scorso 21 febbraio. Davanti al giudice il medico del Monaldi ha ricostruito una sequenza dei fatti diversa da quella finora emersa dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti. Secondo i legali Alfredo Sorge e Vittorio Manes, infatti, Oppido avrebbe avviato le procedure preparatorie all’intervento solo dopo l’arrivo in sala operatoria dell’organo proveniente da Bolzano, senza sapere che questo fosse stato danneggiato dal ghiaccio secco.
A conferma di questa tesi, la difesa ha richiamato una foto scattata alle 14.26, che mostrerebbe il box frigo già presente in sala operatoria, e un video delle 14.34 in cui il cuore del bambino risulta ancora pulsante sul tavolo. Elementi che, secondo i difensori, metterebbero in discussioni le accuse della procura, a partire dall’ipotesi di falso in relazione alla cartella clinica e testimonierebbero sia la correttezza della sequenza temporale sia quella dell’operato del medico.
