lunedì, Febbraio 23, 2026
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Dopo 74 anni ecco il nuovo ingresso del Parco San Laise (Ex Base Nato di Bagnoli)

Dopo 74 anni, l’accesso all’ex base Nato di Bagnoli, oggi Parco San Laise, cambia volto. L’area di proprietà della “Fondazione Campania Welfare”, presieduta da Antonio Marciano, diventa sempre più accessibile e si lascia alle spalle l’immagine di base militare.
All’iniziativa, con il presidente Marciano, erano presenti Laura Lieto (Vicesindaco di Napoli) e Andrea Morniroli (Assessore Regionale alle Politiche Sociali).

MARCIANO: “GRANDE VALORE SIMBOLICO PER FUTURO AREA”

“Noi diamo un grande valore simbolico all’inaugurazione della nuova porta d’ingresso del Parco San Laise – ha spiegato Marciano – perché vogliamo che questo luogo cambi pelle, abbia un nuovo destino e una nuova missione. Non più ex area militare come è ancora troppo nella percezione dei napoletani, ma la più grande piazza della cultura, dell’inclusione, della tolleranza, dei diritti, dello sport, dell’impresa creativa e del divertimento. Con attenzione ai più fragili e alle famiglie in difficoltà. Insomma un luogo di pace, che non significa solo assenza dei conflitti, ma anche riconoscimento pieno dei diritti  fondamentali di ciascun individuo e di giustizia sociale verso i più deboli”.
Il progetto del restyling dell’ingresso è stato realizzato dall’architetto Chiara Acampora che ha anche diretto i lavori.

MORNIROLI: “FARLO DIVENTARE SPAZIO DI COMUNITA'”

“Adesso bisogna trovare come Regione, come Comune, insieme alla Fondazione, le formule per far diventare questo spazio un luogo davvero di comunità – ha spiegato Morniroli -. Per farlo, va attivato un confronto permanente a partire dalle realtà che già lavorano nel parco, che sono tante, diverse, che mettono insieme sociale, cultura, bellezza, arte, cinema, perché questa è una città magnifica. E anche le fragilità vanno intrecciate con percorsi di bellezza culturale, di arte perché così tiriamo fuori l’aspirazione di questi ragazzi e ragazze, e di altre persone che sono fragili. Bisogna smettere anche di raccontare il sociale come la cosa che riguarda gli ultimi fragili, quelli che hanno solo bisogno. Lì ci sono persone che hanno talenti, desideri, aspirazioni e devono trovare i luoghi per poterli raccontare. Se vengono rimesse al centro, migliora tutta la comunità. In questo senso anche il parco può diventare bene comune”.

LIETO: “LUOGO SIMBOLO PER QUARTIERE E CITTA'”

“I nomi delle cose contano perché significa l’attitudine con la quale si vivono questi luoghi – ha aggiunto Lieto -. San Laise è stato in tutti questi anni un luogo importante dove le persone si sono ritrovate ed hanno costruito un percorso comune. E questo è un patrimonio di idee, di pratiche e di relazioni che è alla base di questa iniziativa. Come Comune di Napoli noi partecipiamo al Cda della Fondazione e abbiamo seguito sempre le loro attività e soprattutto abbiamo approvato il PUA (Piano Urbanistico Attuativo) di Parco San Laise che è lo strumento urbanistico che consente l’attuazione di tutti gli interventi di recupero, restauro e riqualificazione di uno dei posti più importanti dell’architettura moderna a Napoli. Oltre che essere un luogo molto importante per questo quartiere e per tutta la città occidentale”.

BREVE STORIA DELL’EX BASE MILITARE

Nel 1939 nacque l’Istituto per i figli del popolo di Napoli, poi diventato Collegio Costanzo Ciano di Bagnoli, affacciato sul Golfo di Pozzuoli. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu occupato da truppe italiane e tedesche, fu danneggiato dai bombardamentio e nel 1943 fu requisito dalle truppe britanniche. Dopo la guerra e fino al 1952, il complesso fu usato dall’IRO per accogliere profughi, in particolare quelli provenienti dall’Istria.
Tra il 1952 a il 2013 con lo scioglimento dell’IRO, avvenuto nel 1952, il complesso ha ospitato la NATO Comando Joint Force Command Naples, su concessione della Fondazione Banco di Napoli. La permanenza dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord è durata 60 anni. Nel 2013 gli spazi del Parco San Laise sono tornati ad essere liberi dalle attività militari, entrando nella titolarità della Fondazione Campania Welfare .