Epatite A, crollo delle vendite commercio ittico. Fiola: “Pronto fondo da due milioni”
La paura del contagio svuota i banchi del pesce a Napoli e porta i commercianti in piazza davanti la sede del Comune. Qui circa 100 titolari di pescherie si sono radunati per denunciare gli effetti dell’ordinanza varata da palazzo San Giacomo con l’obbiettivo di fronteggiare l’allarme epatite A, misura che vieta il consumo di frutti di mare crudi nei locali pubblici. A pesare, spiegano, non è soltanto il provvedimento ma anche il clima di allarme che si è creato attorno all’intero settore.
Il risultato, sostengono i commercianti, è un crollo degli incassi e delle vendite, in alcuni casi fino all’80%, proprio a ridosso del giovedì Santo e della tradizionale zuppa di cozze, con il rischio di mettere in difficoltà centinaia di famiglie. Da qui la richiesta al sindaco Gaetano Manfredi di una comunicazione più chiara, ricordando che la vendita non è vietata e che i prodotti possono essere consumati se adeguatamente cotti. (Interviste in video allegato).
Una delegazione ha incontrato poi il presidente della camera di Commercio, Ciro Fiola, il vicepresidente e presidente di Aicast, Antonino della Notte e il consigliere, Pietro Avolio. I commercianti hanno evidenziato le difficoltà del comparto, ponendo l’attenzione sulla qualità dei servizi offerti e dei prodotti commercializzati. Fiola ha detto che proporrà alla giunta della Camera uno stanziamento di emergenza da due milioni di euro per sostenere le aziende in crisi.
