giovedì, Marzo 19, 2026
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Epatite A, ecco le regole da seguire: il pericolo delle cozze crude

Il consiglio è non assumere mai frutti di mare crudi

Mangiare cozze crude è considerato rischioso a causa della possibile presenza di batteri, virus e tossine. Questa è una premessa che può essere allargata anche tutti gli altri mitili, perché il il pericolo principale è l’ingestione di organismi vivi, che può causare gravi infezioni gastrointestinali. Dunque, la prima regola da seguire per la salvaguardia della salute, è cuocerli ad alte temperature.

I CONSIGLI PRATICI

Proprio in relazione al boom di casi di epatite A registrati in Campania, ci sono alcuni suggerimenti pratici da seguire che possono aiutare.
Lavare accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi prima di cucinare, prima di mangiare, dopo l’uso del bagno, dopo il cambio del pannolino e dopo aver assistito una persona malata.
Separare alimenti crudi e cotti, usando utensili e taglieri diversi oppure lavandoli accuratamente tra un uso e l’altro.
Pulire e sanificare piani di lavoro, coltelli, lavelli e superfici dopo la manipolazione di alimenti crudi.
Lavare bene frutta e verdura da consumare crude sotto acqua corrente.
Bere solo acqua sicura e non utilizzare acqua di provenienza non controllata per bere, lavare alimenti o preparare ghiaccio.
Non preparare cibo per altre persone se si hanno sintomi compatibili con epatite o disturbi gastrointestinali, fino a valutazione medica. La vaccinazione, inoltre, resta la misura più efficace di prevenzione.

COSA FARE IN CASO DI CONTATTO A RISCHIO?

È particolarmente importante per i contatti di casi di epatite A e per le persone a maggiore rischio. In caso di esposizione recente –  scrive l’ANSA -, la valutazione deve essere tempestiva: la vaccinazione post-esposizione, ed eventualmente le immunoglobuline in situazioni selezionate, sono tanto più efficaci quanto più precocemente vengono somministrate. È fondamentale che chi è stato a stretto contatto con un caso confermato si rivolga subito al proprio medico o ai Servizi di Prevenzione della ASL. Rivolgersi al medico, inoltre, in presenza di sintomi come nausea persistente, forte stanchezza, dolore addominale, urine scure, feci chiare o colorazione gialla della pelle e degli occhi. Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma il decorso può essere più impegnativo negli adulti più anziani e nelle persone con patologie epatiche preesistenti. Informazione corretta, diagnosi precoce, igiene accurata e comportamenti alimentari prudenti sono gli strumenti più efficaci per contenere la diffusione dell’infezione.