Frodi informatiche e conti svuotati. Blitz all’alba contro il clan Mazzarella, arrestate 16 persone
Fino a 400mila euro in una sola giornata, con truffe online messe a segno in tutta Italia e anche in Spagna: è il quadro dell’inchiesta della Procura di Napoli che ha portato a 16 misure cautelari. Secondo gli investigatori, il sistema riconducibile al clan Mazzarella aveva una centrale operativa a Napoli est e altre basi tra Madrid e Barcellona. Le truffe ricostruite sono una sessantina, ma potrebbero essere molte di più. Al centro dell’inchiesta anche un hacker di 25 anni, ritenuto vicino al clan Licciardi e messo a disposizione dei Mazzarella. Il meccanismo prevedeva mail false, numeri clonati, telefonate apparentemente provenienti dalla banca e siti identici a quelli degli istituti di credito. Chi chiamava si spacciava per operatore antifrode, poliziotto o carabiniere, arrivando anche a imitare l’accento lombardo.
Tra le vittime, secondo l’accusa, non ci sarebbero state solo persone anziane o fragili, ma anche professionisti, laureati e perfino un impiegato di banca. Nelle intercettazioni gli indagati si lamentano anche dell’efficacia delle campagne informative contro le truffe. Dettagli dell’operazione sono stati forniti dal procuratore Nicola Gratteri e dal procuratore aggiunto della Dda Sergio Amato. (Interviste in video allegato).
Così comandante del reparto operativo dei carabinieri di Napoli, il tenente colonnello Antonio Bagarolo. (Interviste in video allegato).
