martedì, Marzo 10, 2026
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Finti poliziotti per un colpo milionario: 4 pregiudicati finiscono in manette

L'operazione dei carabinieri tra Castellammare di Stabia, Casoria e Napoli. Smantellata la banda che era pronta a colpire di nuovo in tutto il territorio nazionale

Un commando di professionisti che si spacciava da agenti delle forze dell’ordine capace di sottrarre in un solo colpo migliaia di dispositivi Apple per un valore di circa 2,5 milioni di euro. È questo lo scenario emerso dall’operazione condotta dai carabinieri che la notte scorsa hanno arrestato quattro pregiudicati.
Il colpo risale al 18 settembre 2024 e fu studiato nei minimi dettagli. I rapinatori fermarono un corriere spacciandosi per appartenenti alle forze dell’ordine utilizzando una paletta contraffatta e una pistola per costringere il conducente a consegnare il carico. La refurtiva, destinata a un magazzino stabiese, era davvero importante: 1.733 iPhone 16, 455 Apple Pods, 145 Apple Watch.
Le indagini della Procura di Torre Annunziata hanno svelato una struttura criminale di alta caratura pronta a nuovi colpi. Nonostante la vendita di parte della refurtiva avesse già fruttato circa 600 mila euro, il gruppo era infatti in procinto di organizzare nuovi assalti, e questa volta, su tutto il territorio nazionale. Durante le perquisizioni, i militari hanno recuperato parte dei dispositivi ancora invenduti presso l’abitazione dei genitori di un sospetto ricettatore. In totale, l’attività investigativa ha portato al sequestro di: 140 mila euro in contanti, 11 kg di cocaina, 3 pistole detenute illegalmente e numerose proiettili. Fondamentali per l’identificazione dei responsabili sono state sia le immagini della videosorveglianza riferite – oltre che all’atto criminoso – anche ai numerosi sopralluoghi della banda nei giorni precedenti il colpo stesso, sia la puntuale denuncia sporta dalla vittima. I quattro arrestati – gravemente indiziati di rapina aggravata, sequestro di persona, ricettazione e detenzione e porto illegali di armi da sparo – sono stati tutti condotti nel carcere di Poggioreale a Napoli. Altri due soggetti risultano indagati, tra cui il presunto ricettatore professionale del gruppo.