Accompagnati dai vigili del fuoco per motivi di sicurezza, hanno potuto far rientro nelle loro case per prelevare effetti personali e beni di prima necessità soltanto nel pomeriggio di ieri i residenti di via Chiaia 156, l’edificio toccato dalle stesse fiamme che hanno distrutto il teatro Sannazaro. Il rogo che ha mandato in fumo due secoli di storia culturale della città di Napoli si è preso tutte le luci dei riflettori, lasciando un cono d’ombra per le 22 famiglie evacuate, che ora chiedono alle istituzioni la necessaria attenzione per far si che il rientro nelle abitazioni, almeno quelle non rese inaccessibili dalle fiamme, possa avvenire in tempi non troppo lunghi. Danni sono stati riportati anche nelle abitazioni ai piani alti, che hanno pagato l’effetto forno scatenato dalla conformazione dell’edificio. Alcuni residenti hanno trovato vetri fusi, serrande e altri oggetti deformati dal calore. 28 gli appartamenti dell’edificio, 3 quelli distrutti dall’incendio. 26, non 60 come comunicato dalla prefettura il primo giorno, le persone costrette a lasciare le proprie abitazioni trovando sistemazione da parenti e amici. Ancora incerti i tempi per il rientro in casa. La prima ipotesi era che gli evacuati potessero far ritorno entro tre giorni, ma il crollo di due solai nella parte interna del palazzo e i relativi problemi di staticità potrebbero far slittare i tempi. L’incendio ha determinato anche la chiusura di nove attività commerciali.
