lunedì, Marzo 16, 2026
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Iniezioni di botulino in locali fatiscenti: otto finti chirurghi estetici denunciati

Operazione della Guardia di Finanza di Napoli dopo un monitoraggio sui social. Le persone coinvolte pubblicizzavano i "trattamenti beauty" su TikTok. Sequestrati filler, siringhe, contanti e locali

Falsi medici trasformavano i social in una vetrina illegale, offrendo trattamenti di chirurgia estetica pericolosi e senza alcuna autorizzazione. Le indagini, coordinate da tre procure – quella di Napoli, Napoli Nord e Nola -, hanno permesso di identificare otto persone. Questi soggetti, spacciandosi per professionisti, eseguivano in autonomia prestazioni di chirurgia e medicina estetica in modo illegale. L’operazione della Guardia di Finanza è iniziata con il setacciare le principali piattaforme social. Obiettivo: individuare i soggetti che, attraverso profili spesso molto popolari, pubblicizzavano prestazioni mediche in modo sospetto ed evadevano il fisco.

Sui loro profili Tik Tok, i falsi medici attiravano i clienti con offerte per trattamenti estetici invasivi, principalmente iniezioni di botulino e acido ialuronico. Procedure che, per legge, devono essere obbligatoriamente eseguite da un medico chirurgo specializzato ed operate in ambienti asettici. La realtà che i clienti invece si trovavano di fronte una volta varcata la soglia di questi “fantomatici centri estetici” era ben diversa dalle promesse propinate via web. Gli interventi avvenivano infatti in locali commerciali o abitazioni private trasformati in improvvisate sale operatorie. Sebbene fossero dotati di lettini, luci e alcune attrezzature professionali per simulare un aspetto clinico e legale, i luoghi versavano invece in condizioni igienico-sanitarie precarie. Non c’erano i dispositivi medici necessari, per esempio, per fronteggiare eventuali reazioni avverse alle sostanze inoculate o complicanze durante i trattamenti. A rendere il “business” ancora più redditizio, i prezzi praticati ai clienti erano ovviamente più bassi rispetto a quelli di mercato. Un vantaggio economico reso possibile non solo dall’abusivismo; ma anche dalla totale evasione fiscale dei trattamenti. Tra le persone denunciate, alcune sono risultati essere percettrici dell’assegno di inclusione. Al termine dei controlli, i finanzieri hanno sequestrato tre locali commerciali, migliaia di euro in contanti e tutto il materiale utilizzato per i trattamenti illeciti, tra cui numerose sostanze pericolose.