giovedì, Gennaio 22, 2026
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Investimenti in Sanità Digitale: quale ritorno? Confronto a Biotecnologie

Evento della Fondazione Triassi a Napoli

La Sanità digitale al centro del governo della Salute: presso la Facoltà di Biotecnologie la Fondazione Triassi ha acceso i fari sul ritorno sociale ed economico degli investimenti in Digital Health. Un evento promosso in collaborazione con il Centro Interdipartimentale di Ricerca in management sanitario e Innovazioni in Sanità (CIRMIS) e con il Master di II Livello in Management sanitario dell’Università di Napoli Federico II.

L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali del Professor Pasquale Arpaia docente ordinario di misure elettroniche presso la facoltà di ingegneria della Federico II. La professoressa Maria Triassi, docente ordinario di Igiene e il professor Antonio Salvatore, membro del gruppo di esperti in innovazione digitale in sanità del Ministero della Salute, hanno illustrato i nuovi strumenti della Sanità digitale, quali la ricetta elettronica, la cartella clinica digitale, il Fascicolo sanitario elettronico, la telemedicina, l’intelligenza artificiale, le terapie digitali e la robotica avanzata.

“Strumenti – ha spiegato Triassi – che rappresentano oggi uno dei principali fattori di rafforzamento della capacità, dell’efficacia e della resilienza dei sistemi sanitari.
La pandemia ha evidenziato in modo inequivocabile la duplice natura del sistema sanitario: da un lato bene essenziale per la tutela della vita, dell’equità e della coesione sociale dall’altro un settore caratterizzato da rilevanti impatti economici, sociali e ambientali”.  In tale contesto la trasformazione digitale consente un utilizzo più efficiente delle risorse umane, finanziarie e ambientali, configurandosi come uno dei pilastri dello sviluppo sostenibile. “Tuttavia, il valore delle tecnologie sanitarie non può essere valutato esclusivamente in termini clinici”.

“E’ necessario misurare in modo rigoroso le ricadute complessive, sociali, economiche e ambientali, generate dagli investimenti – aggiunge Antonio Salvatore – soprattutto in una fase caratterizzata da un crescente fabbisogno assistenziale legato all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle patologie croniche”.
Maria Triassi e Antonio Salvatore hanno poi illustrato modelli, anche sperimentali, per la determinazione del valore delle soluzioni digitali lungo l’intero ciclo di vita, a supporto dei processi decisionali orientati a garantire equità, efficienza e qualità dei sistemi sanitari.
Tuttavia, il valore delle tecnologie sanitarie non può essere valutato esclusivamente in termini clinici.