Attorno all’altare, su due file parallele i senza dimora ospiti della Comunità delle Genti, del Binario della Solidarietà e di Casa Bartimeo, i medici di strada e gli operatori, al centro l’arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia, che ha rinnovato nell’ambito delle celebrazioni liturgiche della settimana di Pasqua il rito della lavanda dei piedi. La Chiesa Cattedrale di Napoli è stata il cuore delle celebrazioni della Settimana santa, ma è la basilica di san pietro ad aram il luogo scelto dal cardinale Battaglia per presiedere con la lavanda dei piedi la Messa in Coena Domini -memoria dell’Ultima Cena, dell’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio ministeriale. E’ a san pietro ad aram infatti che ha sede Casa Bartimeo, la struttura diocesana di accoglienza per gli indigenti ed è stato proprio con i suoi ospiti e con quanti vivono situazioni di fragilità che il cardinale ha voluto spezzare il pane nella sera che ricorda l’ultima cena di Gesù. Un rito antico che trae origine dal vangelo di Giovanni, dove si racconta che Gesù durante l’ultima cena lavò i piedi dei suoi discepoli, rendendosi così il più umile fra loro. Con la messa in Coena Domini termina la quaresima ed inizia il Triduo pasquale, cioè i tre giorni nei quali si commemorano la passione, la morte e la risurrezione di Gesù, che ha il suo fulcro nella solenne veglia pasquale.
