sabato, Giugno 15, 2024
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Maradona non era evasore, l’ultimo goal di Diego al fisco italiano

Continua a segnare anche da lassù, Diego Armando Maradona. La corte di cassazione ha infatti accolto il ricorso presentato

Continua a segnare anche da lassù, Diego Armando Maradona. La corte di cassazione ha infatti accolto il ricorso presentato dal campione argentino e dai suoi legali nell’ambito del procedimento giudiziario che lo vede impegnato contro il fisco italiano. La battaglia tra Maradona e l’agenzia delle entrate inizia nella metà degli anni ’80, quando allora giocatore e idolo delle folle era una macchina fabbrica miliardi.

DUE PESI E DUE MISURE PER CARECA E ALEMAO

L’ipotesi del fisco era che alcuni diritti di immagine versati a società estere fossero un escamotage per occultare guadagni agli occhi dell’agenzia delle entrate. L’accusa coinvolse oltre a Maradona il datore di lavoro, ovvero la società Calcio Napoli e altri due beniamini dell’epoca, Alemao e Careca. Per i due brasiliani la vicenda si risolse con condono e l’estinzione del debito. Non per Diego però, la cui battaglia legale va avanti anche dopo il suo decesso, avvenuto 3 anni fa.

LE PAROLE DELL’AVVOCATO DI DIOS

Ieri la sezione tributaria della corte di Cassazione ha piazzato un colpo a favore di Maradona rimandando tutto alla commissione tributaria regionale, chiamata a decidere. In caso di giudizio negativo definitivo, il debito in sospeso ricadrebbe sulle spalle degli eredi. Sull’argomento è intervenuto l’avvocato napoletano, Angelo Pisani, al fianco di Diego durante tutta la battaglia con l’agenzia delle entrate

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