lunedì, Marzo 30, 2026
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Il “mercato delle pezze” usato per trafficare rifiuti: a Napoli sequestro record di 130 tonnellate

La merce, dichiarata come 'oggetti usati destinati al riutilizzo', era però un escamotage perché composta esclusivamente da scarti tessili non trattati. Due denunciati: un 47enne napoletano e una 59enne ucraina

Oltre 130 tonnellate di rifiuti tessili pronte a salpare dal porto di Napoli con destinazione Nigeria. Un carico che, secondo la documentazione ufficiale, sarebbe dovuto essere merce usata per il riutilizzo; ma che forse nasconde in realtà il traffico illecito di rifiuti.

I container, pronti per l’imbarco, contenevano sacchi di abiti, scarpe e borse provenienti dalla raccolta urbana. Il materiale, secondo quanto accertato dagli investigatori, non era stato però sottoposto ai necessari processi di selezione e igienizzazione. Un escamotage, questo è il sospetto delle autorità competenti, per aggirare le norme sullo smaltimento dei rifiuti. Il carico è stato quindi classificato come rifiuto speciale non pericoloso e messo sotto sequestro. L’intervento è stato condotto dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, insieme ai militari della guardia di finanza, nell’ambito dei controlli per contrastare i reati ambientali.

Dalle analisi documentali sono emerse ulteriori irregolarità. Le due società coinvolte nella spedizione non erano in possesso delle autorizzazioni necessarie per il trattamento dei rifiuti. Per questo, i loro legali rappresentanti – un uomo di 47 anni originario del napoletano e una donna di 59 anni ucraina – sono stati denunciati. Le accuse per loro sono di traffico illecito di rifiuti e falso ideologico.