Assessore regionale, ministro, parlamentare, presidente del Consiglio nazionale di ricerche, ma soprattutto ingegnere e docente universitario. Ci sarebbe potuta essere anche la carica di presidente di Provincia di Napoli tra i titoli dell’ampio curriculum di Luigi Nicolais, morto la scorsa notte all’età di 83 anni in un letto del Policlinico universitario del capoluogo campano dove era ricoverato da alcune settimane. Un tecnico da sempre vicino alla sinistra, tessera pd, ma apprezzato anche dai partiti dell’altro schieramento. Diffusa la notizia della sua scomparsa, decine i messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia arrivati dal mondo della politica. Un mondo che lo aveva visto impegnato in diversi ruoli. Perse contro Luigi Cesaro nel 2009 alle elezioni provinciali, pagando in termini di consenso la sua continuità al bassolinismo, oramai al tramonto dopo essere stato travolto dall’emergenza rifiuti.
Nato a Sant’Anastasia in provincia di Napoli il 9 febbraio 1942 , Nicolais si era laureato in ingegneria chimica alla Federico II, dove in seguito è diventati professore ordinario di Tecnologie dei polimeri. Docente all’Università di Washingon e a quella del Connecticut. Ha diretto l’Istituto per la Tecnologia dei materiali compositi del Cnr e ha fatto parte del Gruppo 2003 per ricerca scientifica, che riunisce i ricercatori italiani più citati al mondo. Nel 2004 ha fondato l’IMAST, il distretto tecnologico sull’ingegneria dei materiali polimerici e strutture, del quale è diventato presidente. Nel 2005 è stato anche presidente della Città della Scienza di Napoli e dell’ARTI (Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione della Puglia). Nel pomeriggio, nell’aula Pessina dell’Università Federico II (corso Umberto) ha aperto la camera ardente. Domani pomeriggio i funerali nella Basilica di Santa Chiara
