Napoli, flash mob dopo la morte di Italo Ferraro: “Qui si muore, rallenta”
Mentre residenti e cittadini chiedevano strade più sicure, i motorini salivano sui marciapiedi per aggirare il blocco stradale. È questa la fotografia più eloquente del flash mob andato in scena al corso Vittorio Emanuele a Napoli, all’altezza dell’attraversamento pedonale dove nei giorni scorsi è stato investito ed ucciso Italo Ferraro, 85 anni. Un presidio organizzato per chiedere più controlli e l’installazione di dossi e dissuasori, ma che ha finito per mostrare in tempo reale il mancato rispetto quotidiano delle regole.
I manifestanti hanno prima esposto uno striscione con la scritta “Rallenta, qui si muore” e lasciato fiori nel punto del sinistro, poi hanno attraversato più volte l’incrocio in corteo, bloccando simbolicamente il traffico. Sul cancello dell’abitazione del professore sono state affisse alcune fotografie e una dedica. (Interviste in video allegato).
Presente anche il deputato Francesco Emilio Borrelli. (Intervista in video allegato).
Solo sabato scorso, il giorno prima della tragedia costata la vita al professore, due donne ucraine sono state falciate al corso Garibaldi da un Mercedes guidato da un uomo risultato poi positivo all’alcool test. Una strage continua.
