Red Canzian ha presentato al “Teatro Posillipo” di Napoli il suo nuovo libro “Ho visto sessanta volte fiorire il calicanto” (editore Mondadori). Una serata all’insegna dei ricordi, della delicatezza e della poesia, nel racconto di una vita iniziata in una “villa” del Trevigiano e approdata ai palcoscenici di tutto il mondo. Applausi, emozione, incontro con i fans in un happening organizzato e promosso da Rosaria Palumbo.

L’introduzione è stata affidata al giornalista e critico musicale Federico Vacalebre. I saluti istituzionali sono stati portati all’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, che ha concesso il patrocinio all’evento, Nino Daniele.

“Ho visto sessanta volte fiorire il calicanto. La mia vita, i miei sogni” si rivela un viaggio che restituisce al lettore un diario di vita vissuta, in cui Canzian ha la capacità di far vedere le cose nel momento stesso in cui avvengono, dalla sua nascita (correva l’anno 1951) a oggi. «Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà così difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore. Canta, ridi, balla, ama. Vivi intensamente ogni monento della tua vita, prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi». È Charlie Chaplin, con questo suo celebre scritto, ad aprire il viaggio tra le pagine del libro di Red Canzian, in cui, in ogni capitolo, dal previsto “Gli anni in Villa” (si parla di Villa Borghesan, dove Red Canzian è nato e vissuto) al tristemente imprevisto “Caro amico ti scrivo…” (mentre Canzian correggeva le bozze del suo lavoro editoriale, giungeva la tragica notizia della morte dell’amico e collega Lucio Dalla), compaiono frasi celebri che racchiudono l’essenza di quello che si leggerà qualche riga immediatamente dopo.

“Ho visto sessanta volte fiorire il calicanto. La mia vita, i miei sogni” non è però solo un libro autobiografico. C’è spazio anche per la storia, moderna e contemporanea. Una storia
raccolta in pillole, con date e fatti nella postfazione, dove compare anche un 1984 con Diego Armando Maradona che passa al Napoli diventando “ò Re”.