Omicidio di Jlenia Musella, la madre abbraccia la bara al funerale
Chiesa gremita per l’ultimo saluto a Jlenia Musella, la 22enne ucciso con un coltello dal fratello, Giuseppe, 28 anni al termine di una lite scoppiata in casa, nel rione Conocal del quartiere napoletano di Ponticelli. Decine gli amici per l’ultimo saluto. La foto di Jlenia stampata sulle magliette bianche indossate dai suoi amici intervenuti al funerale celebrato nella chiesa della Sacra Famiglia nel rione Luzzatti. Quartiere di cui era originaria la famiglia, poi trasferitasi al Rione Conacal dove la 22enne è stata ammazzata il 4 febbraio. Al suo arrivo, la bara bianca è stata accolta da lacrime e applausi. “Altrove ma insieme”, “Resterai per noi la stella più bella da guardare” le scritte sulle magliette. In chiesa anche la madre di Jlenia, che ha da poco finito di scontare una pena in carcere.
In tanti sono rimasti all’esterno sul sagrato per attendere la fine della funzione religiosa, impossibilitati a entrare all’interno a causa della folla. Dai balconi dei palazzi adiacenti, tante le persone affacciate. Poi l’ultimo saluto, con palloncini bianchi e lettere del nome di Jlenia fatte volare quando la bara ha lasciato la piazza il cui silenzio è stato rotto da una serie di fuochi d’artificio.
Dalle prime notizie relative al risultato dell’autopsia, sembra che a stroncare la vita della 22enne sia stata una piccola lesione all’aorta, di appena un millimetro. Ipotizzabile quindi, come ha raccontato il 28enne durante l’interrogatorio, che la ferita sulla schiena sia stata provocata dal lancio del coltello. Una versione che in un primo momento non era stata ritenuta credibile dal giudice per le indagini preliminari che lo scorso venerdì aveva convalidato il fermo per omicidio volontario aggravato e quindi la detenzione in carcere.
