Napoli svegliata dal rumore degli elicotteri delle forze dell’ordine che hanno sorvolato prima dell’alba di questa mattina sul centro cittadino: 71 le persone arrestate per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsioni, riciclaggio e anche utilizzo di cripto valute su effetto delle 4 ordinanze di custodia cautelare emesse nell’ambito di indagini coordinate dalla procura partenopea. Tra gli arrestati spicca anche l’esecutore materiale dell’omicidio di Emanuele Durante, ucciso il 15 marzo 2025 in via Santa Teresa degli scalzi. Nel mirino della procura, le famiglie “storiche” della camorra appartenenti all’alleanza di Secondigliano e ai Mazzarella che, con i boss detenuti in regime di alta sicurezza, oggi sono in mano alle nuove generazioni. Un’operazione che dimostra ancora una volta come la camorra napoletana riesca a stare al passo con i tempi: ulteriori particolari li hanno forniti il procuratore Nicola Gratteri, il procuratore aggiunto, Sergio Amato, il nuovo capo della mobile mario Grassia e il comandante del reparto operativo dei carabinieri di Napoli, Antonio Bagarolo, durante un incontro con la stampa
