martedì, Marzo 3, 2026
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Notti violente ad Arzano, raid con pistola in un bar

Indagine-lampo dei carabinieri: arrestati tre giovani. Due denunce. L'arma trovata con un colpo in canna in un divano. Il blitz criminale forse è stato un regolamento di conti

Un pestaggio feroce in un bar in piena notte. Una pistola puntata alla tempia e un’arma ritrovata nascosta poco più tardi nel divano dove un ragazzo stava dormendo. Sembrano spunti di un romanzo, di un giallo criminale. Invece è tutto vero, il fatto si è consumato ad Arzano. Un caso che i carabinieri della stazione di Grumo Nevano hanno risolto in poche ore; ma che lascia comunque aperti molti interrogativi.
Andiamo con ordine. Tutto inizia la scorsa notte. I militari sono in zona per l’operazione “Alto impatto” quando scatta l’allarme: una rissa in un bar. Quando arrivano sul posto i militari, però, lo trovano deserto e silenzioso. Gli avventori sono già tutti scappati lasciando dietro di sé solo paura. Ma i Carabinieri non si fermano alle apparenze, l’allarme che avevano ricevuto era credibile. Iniziano a guardare i filmati delle telecamere di sorveglianza e la scena che appare racconta una storia precisa. Due ragazzi stanno giocando alle slot machine. All’improvviso, tre coetanei entrano nel locale a volto scoperto. È un raid. Il primo degli aggressori afferra uno dei due giocatori e gli punta una pistola dritta al volto. Il secondo, senza esitare, colpisce l’altro alla testa. Una violenza selvaggia. Fulminea. Poi, i tre fuggono. I militari rintracciano subito le vittime. Ma qui il caso s’infittisce: i due ragazzi infatti non parlano, non collaborano. Hanno paura. Uno di loro – 20 anni – fornisce addirittura un nome falso agli inquirenti. Un tentativo di depistaggio che gli costa una denuncia per false dichiarazioni.

I carabinieri però non demordono. Anche senza l’aiuto testimoniale, si rimettono all’opera. Danno fondo a tutte le loro conoscenze del territorio e, guardando bene i volti dei tre aggressori nei video, li riconoscono. Scatta così una caccia all’uomo che durerà tutta la notte. Vengono rintracciati uno dopo l’altro: un 23enne e un 19enne, entrambi incensurati, e un 22enne con piccoli precedenti. I primi due vengono arrestati e i loro vestiti sequestrati. Quando invece arrivano a casa del 22enne, i militari lo trovano mentre dorme sul divano. Sotto di lui, nascosta nella fodera, c’è una pistola semiautomatica calibro 7.65 col colpo in canna. E’ pronta a sparare e il caricatore contiene 7 proiettili. L’arma è illegalmente detenuta. Ma non risulta rubata. È qui che la storia si arricchisce di un nuovo capitolo. La pistola, priva di matricola punzonata, apparteneva a un 40enne di Arzano, titolare di porto d’armi e legittimo proprietario dell’arma. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, in difficoltà economiche, l’avrebbe venduta a terzi, senza però comunicare la cessione come imporrebbe la legge. Per questo motivo viene immediatamente denunciato. Il 20enne aggredito, che invece aveva tentato di depistare le indagini fornendo un nome falso, è risultato essere fuori dal suo comune di residenza, violando così l’obbligo di dimora a cui era sottoposto. Per lui è scattata la denuncia. I tre ragazzi arrestati invece sono ora rinchiusi in carcere, accusati a vario titolo di rissa, lesioni, minaccia aggravata, ricettazione e detenzione abusiva di armi.