L’onda criminale che da mesi si è abbattuta su Secondigliano sembra inarrestabile. Non bastano gli arresti continui del commissariato di zona, non bastano controlli, posti di blocco. Il quartiere dell’area a nord di Napoli è ostaggio quotidiano della criminalità organizzata e di quella comune.
L’ultima notte di follia è avvenuta ieri sera in via Napoli a Capodimonte, all’altezza del quadrivio di Secondigliano; ma è soltanto l’ennesimo capitolo di una battaglia che tiene sempre più chiusi in casa i residenti, le persone perbene del quartiere. Identico il copione: blocchi stradali, armi pesanti e violenza gratuita. L’ennesimo agguato è diretto questa volta nei confronti di un automobilista che viene bloccato nel traffico da un gruppo di malviventi a bordo di diversi motoveicoli. In pochi secondi, l’uomo viene circondato. Sotto la minaccia di pistole e mitragliette, i rapinatori gli strappano orologio e preziosi per un valore di circa 30 mila euro. Poi si dileguano indisturbati esplodendo colpi in aria a scopo intimidatorio.
Una tecnica precisa, già vista. Una messinscena collaudata. La stessa feroce strategia utilizzata solo due settimane fa ai danni del proprietario del noto negozio Mirko Sport su Corso Secondigliano. Anche in quel caso, un blocco improvviso, armi spianate e la fuga con il bottino. Ed ancora, stessa tecnica con un altro autista, rapinato in via Regina Margherita. E le stesse modalità, sempre su Corso Secondigliano, con un tentativo di assalto ai danni della Pizzeria La Nuova Italia dei Fratelli Barretta. Ed ancora, colpi di arma da fuoco esplosi contro la palestra Cosenza Boxe, situata nel rione Bussola, a San Pietro a Patierno. In questo caso un avvertimento chiaro, una intimidazione che non lascia spazio ad interpretazioni. E ancora, l’aggressione ad un quattordicenne, accoltellato nel Rione Berlingieri e finito in ospedale la scorsa settimana.
Insomma l’onda criminale continua a salire. E la paura dei residenti, ormai, è pressante. Quotidiana. Di fronte a questa escalation, le associazioni e i comitati cittadini hanno lanciato numerosi appelli. Chiedono un maggior controllo del territorio, ma l’ufficio di polizia di zona è costretto a fare i conti con una realtà drammatica: l’organico è sempre più esiguo per pattugliare un’area vasta e complessa come quella del quartiere dell’area a nord di Napoli.
