Il Si che non ti aspetti, è quello dell’ex pm di “mani pulite”, Antonio Di Pietro. Il magistrato, che con l’inchiesta di Tangentopoli azzerò di fatto la classe politica della prima Repubblica, si è schierato a favore del Si per il referendum sulla riforma della Giustizia aderendo al comitato “Si separa” della Fondazione Einaudi, che ha organizzato la sua prima iniziativa pubblica a Napoli. Tutti d’accordo i relatori presenti all’incontro, tra cui il leader di Azione, Carlo Calenda, sui benefici per la Giustizia italiana derivanti dalla riforma Nordio. Una riforma che però continua a essere osteggiata da tanti magistrati italiani in vista, come il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, pronto a votare No sulla scheda del referendum confermativo perché convinto che la riforma possa assoggettare i pubblici ministeri al Governo di turno. Di Pietro e Gratteri, due epoche diverse ma due magistrati simbolo della lotta alla corruzione e ai legami tra criminalità e politica, oggi seduti su due sponde opposte. E proprio da Napoli, l’ex pm di Mani Pulite, che dopo aver dismesso la toga oggi è fuori anche dalla politica, ha voluto lanciare un invito al procuratore di Napoli
Referendum giustizia, Di Pietro: “Voto Si e invito Gratteri a confronto”
Il magistrato, che con l’inchiesta di Tangentopoli azzerò di fatto la classe politica della prima Repubblica, si è schierato a favore del Si per il referendum sulla riforma della Giustizia aderendo al comitato “Si separa” della Fondazione Einaudi
