giovedì, Marzo 12, 2026
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Referendum Giustizia, Palamara: “Se vince si, magistratura libera”

Il referendum sulla Giustizia poggia le sue radici nel caso Palamara, l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati espulso dalla categoria nel 2020 ed oggi a Napoli per partecipare a un confronto sui temi della consultazione popolare del 22 e 23 marzo

LUCA PALAMARA TESTIMONIAL DEL SI AL REFERENDUM

Il referendum sulla Giustizia poggia le sue radici nel caso Palamara, l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati espulso dalla categoria nel 2020 per il suo ruolo di mediatore tra correnti per la nomina degli incarichi in magistratura e per essere stato rinviato a giudizio per corruzione e traffico di influenze. Oggi, che si dice pronto a rindossare la toga dopo essere stato assolto in quasi tutti i processi tranne in uno dove aveva chiesto il patteggiamento, si è iscritto nelle fila dei promotori delle ragioni del Si per il referendum sulla riforma della Giustizia, che nelle intenzioni del Governo punta a scardinare proprio quel condizionamento, emerso proprio dal caso Palamara, esercitato dall’Anm sul Csm e sugli incarichi dei magistrati (interviste in file video allegato)

LE RAGIONI DEL SI 

A Napoli Palamara ha partecipato con altri promotori del Si ad un confronto nella biblioteca de marsico di castel capuano con alcuni promotori del No. Tra i promotori del Si, il sostituto procuratore della Dda, Giuseppe Visone, il presidente dell’Ordine degli avvocati, carmine Foreste e l’avvocato Domenico Ciruzzi

LE RAGIONI DEL NO

Per il No, la presidente dell’Anm di Napoli, Leda Rossetti e il pm della Dda, Giuliano Caputo