Per veder riconosciuto il diritto all’istruzione degli studenti della scuola, hanno scritto al ministro dell’Istruzione Valditara i docenti dell’Istituto Comprensivo 88 “E. De Filippo” di Napoli, che si trova nel rione Conocal del quartiere napoletano di Ponticelli. Un diritto negato dallo scorso 19 dicembre, da quando la dirigente è stata costretta a chiudere il plesso per una grave perdita alle condutture fognarie. Un problema a cui sono state trovate al momento solo soluzioni tampone. Risultato, che dopo le feste di Natale gli studenti non sono rientrati ancora in classe. Una delegazione di docenti e familiari si è recata due giorni fa a palazzo San Giacomo per incontrare l’assessore competente del comune di Napoli e ieri una squadra di operai è intervenuta, con la preside costretta a predisporre i doppi turni in un altro plesso scolastico, Madonnelle. Una decisione, quella della dirigente che però ha scatenato le proteste di alcuni genitori impossibilitati ad accompagnare i figli nell’edificio alternativo. Da qui, la decisione di scrivere una lettera al rappresentante di Governo. Ecco il testo della lettera al ministro Valditara: ”
Signor Ministro,
“la presente non costituisce una semplice segnalazione, né una richiesta formale di chiarimenti. È un appello pubblico che nasce dall’urgenza e dall’esasperazione.”
Siamo i docenti dell’Istituto Comprensivo 88 “Eduardo De Filippo” di Ponticelli. Operiamo nel Parco Conocal, un contesto tra i più fragili della periferia napoletana. In questo territorio, la scuola non rappresenta un mero servizio, bensì l’unica presenza stabile dello Stato, l’ultimo baluardo contro la marginalità e la criminalità organizzata. Grazie a un impegno costante e a una Dirigenza che ci sprona quotidianamente a superare ogni ostacolo, negli ultimi tre anni siamo riusciti in un’impresa ritenuta impossibile: azzerare la dispersione scolastica.
Siamo, inoltre, orgogliosi di poter affermare che la nostra istituzione è un punto di riferimento per la Piena Inclusione degli Studenti con Disabilità.
Tuttavia, al rientro dalle festività natalizie, il diritto all’istruzione è stato nuovamente calpestato. Nonostante le innumerevoli PEC inviate negli anni e le reiterate segnalazioni della nostra Dirigente alle autorità competenti, solo ora sono stati avviati i lavori di manutenzione ai servizi igienici, ormai fatiscenti, del plesso centrale.
È doveroso parlare con chiarezza: non siamo di fronte a un’emergenza imprevedibile, ma alle conseguenze dirette forse da un’inerzia amministrativa e di una programmazione evidentemente fallimentare. Tali interventi avrebbero dovuto essere eseguiti durante la sospensione delle lezioni; la loro mancata attuazione ha costretto gli alunni a restare a casa per ulteriori tre giorni, pagando il prezzo dell’inefficienza altrui.
A rendere la situazione paradossale si aggiunge un fatto gravissimo: il plesso “De Filippo” consta di un unico edificio diviso in 2 da un corridoio. Al di là del corridoio sorge, quindi, un edificio gemello, ristrutturato con 1.200.000,00 euro di fondi PNRR. L’immobile, completato da oltre un anno, è dotato di aule e servizi igienici nuovi e perfettamente funzionanti. Nonostante il primo piano sia formalmente destinato alla nostra scuola, la consegna non è mai avvenuta.
Da oltre un anno, stiamo aspettando chiarimenti su alcune questioni importanti. Nel frattempo, circa 350 alunni – tra cui 35 con disabilità grave – frequentano aule che presentano alcune problematiche, come umidità, intonaco deteriorato che rendono, purtroppo, specialmente nei periodi invernali, gli ambienti al limite degli standard previsti. È intollerabile che, mentre si celebrano investimenti storici nell’edilizia scolastica, un istituto venga lasciato degradare all’ombra di un edificio nuovo e inutilizzato.
Signor Ministro, al Parco Conocal lo Stato rischia di abdicare. Abbiamo costruito relazioni e fiducia restando sul campo quando sarebbe stato più facile andarsene. Ora, scelte amministrative irresponsabili stanno smantellando questo lavoro pezzo dopo pezzo. È inammissibile che i fondi PNRR, nati per colmare i divari sociali, diventino paradossalmente strumento di nuova ingiustizia e che l’arretramento delle istituzioni avvenga proprio dove la loro presenza dovrebbe essere più ferma.
Chiudere, seppur temporaneamente, il Plesso “E. De Filippo” significa spegnere un presidio di legalità, lasciando un vuoto che altri sono pronti a colmare.
Chiediamo un intervento immediato e risolutivo per:
L’assegnazione istantanea alla scuola degli spazi PNRR già pronti;
Il ripristino della piena funzionalità e sicurezza del Plesso “E. De Filippo”;
La fine definitiva di soluzioni temporanee che penalizzano sempre gli stessi territori.
La responsabilità di ciò che accadrà non potrà essere imputata né ai docenti, né alle famiglie, né agli studenti, ma ricadrà interamente su chi aveva il dovere di agire e ha preferito rinviare.
Noi continueremo a insegnare come atto di resistenza civile, ma non saremo complici silenziosi di questo smantellamento. La invitiamo ufficialmente a venire di persona per constatare la realtà dei fatti: confidiamo che il nostro grido d’aiuto non rimanga inascoltato.
