mercoledì, Marzo 18, 2026
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Stamperia di “soldi falsi”: sequestrati 2,8 milioni di euro in banconote “invecchiate”

Colpo della finanza a Torre Annunziata. I biglietti da 50 e 100 euro erano logorati per non destare sospetti ed erano pronti per essere immessi sul mercato. Nel laboratorio anche 2 kg di droga. Arrestato un uomo

Una vera e propria “fabbrica” di soldi, con sofisticati macchinari industriali e un processo produttivo curato nei minimi dettagli, persino per invecchiare le banconote. Nelle prime ore del mattino, la guardia di finanza ha smantellato – all’interno di un edificio dall’aspetto anonimo – una stamperia clandestina a Torre Annunziata, sequestrando un tesoro da capogiro: oltre 2,8 milioni di euro fatto soprattutto di banconote da 50 e 100 euro.

Nel corso della perquisizione, sono saltati fuori strumenti di altissima precisione: dodicimila ologrammi contraffatti, cliché metallici, telai serigrafici e stampanti professionali di ultima generazione, collegate a memorie di massa contenenti i file grafici originali della valuta europea. La materia prima non era da meno: ingenti risme di carta filigranata, selezionata per replicare alla perfezione la consistenza tattile dei veri biglietti.
I falsari – ed è questo che più ha impressionato gli investigatori – sottoponevano le banconote appena stampate a un trattamento post-produzione per renderle vissute e logore. Un dettaglio studiato a tavolino per eludere i controlli: un biglietto usurato infatti è molto meno sospetto di uno nuovo di zecca, che potrebbe insospettire maggiormente un commerciante attento.
Secondo le stime della Finanza, l’immissione sul mercato di questo stock avrebbe potuto fruttare ai criminali un profitto illecito di oltre 280.000 euro, considerando le quotazioni del mercato nero.
Ma la “fabbrica” di Torre Annunziata non sfornava solo valuta. Durante il blitz, i finanzieri hanno rinvenuto anche oltre due chili di droga tra marijuana e hashish, a dimostrazione di una gestione a 360 gradi degli affari illegali.
Arrestato il proprietario del locale con l’accusa di falsificazione di moneta e detenzione di stupefacenti. L’immobile e tutti i macchinari sono stati sequestrati.
Le indagini ora si concentrano sulla rete di distribuzione: i finanzieri vogliono risalire ai canali attraverso cui queste banconote “invecchiate” stavano per essere piazzate nelle casse di ignari negozianti, prima in Campania e poi nel resto d’Italia.