Nel percorso che porterà alla rinascita del teatro Sannazaro, distrutto lo scorso 17 febbraio da un incendio causato ancora non si sa da cosa, l’opinione pubblica si è concentrata soprattutto sulla solidarietà del mondo della cultura, sul milione di euro messo a disposizione dalla Regione Campania e sulla decisione del Governo di acquistarlo. Ci si è dimenticati però di un “aspetto” in particolare dell’intera vicenda, che fine hanno fatto le oltre 40 persone costrette a chiudere attività o lasciare le proprie case danneggiate dalle fiamme? In silenzio, da oltre un mese, in attesa di risposte. Che al momento non sono arrivate. “Il silenzio di fronte alle ordinanze di interdizione totale che hanno riguardato 4 attività economiche e 4 abitazioni civili e di interdizione parziale relative a 6 abitazioni private. A questo si aggiungono gli appartamenti invivibili per mancanza o malfunzionamento delle reti di servizi”. Hanno messo nero su bianco la loro indignazione, i residenti tra le macerie del Teatro Sannazaro. Cosi si autodefiniscono. Hanno scritto una lettera aperta, che ad alta voce sarà resa pubblica durante la presentazione della raccolta fondi per il teatro Sannazaro, che si terrà lunedì al Gambrinus e che vede in prima linea lo scrittore Maurizio de Giovanni. La lettera intitolata “Il silenzio degli innocenti” continua: “Il silenzio – per ignoranza o non curanza – delle Istituzioni e del pubblico nei confronti di persone che hanno perso la propria abitazione o i locali dove svolgevano le loro attività economiche. Ma il Ministro Giuli, repentinamente, propone ai proprietari del Teatro l’acquisto delle macerie e la sua ricostruzione. Ne siamo felici! E siamo felici – anche e soprattutto – per Lara Sansone e Salvatore Vanorio che potranno riprogrammare, temporaneamente, la loro storica attività grazie all’uso gratuito del Teatro Mediterraneo gentilmente offerto loro dal Comune di Napoli. Ma tra noi residenti permane il silenzio, il silenzio di chi non ha chiesto nulla e che – ancora in silenzio – attende con fiducia gli esiti dell’indagine giudiziaria”. In calce la firma degli scriventi: Giuseppe Ambrosio, Simona Ambrosio, Paolo Amendola, Barbara Bovolin, Benedetta Bovolin, Piero Bonatti, Stefano Bonatti, Annamaria Caselli, Mariolina Columbo, Massimo Colombo, Anna Corazza, Maddalena D’Ausilio, Mario De Lisio, Barbara De Meo, Marina De Tilla, Simona De Tilla, Francesco Dubbio, Roberto Esposito, Anna Infante, Maria Federica Mancini, Antonio Manna, Tina Monti, Brunella Rallo, Adriana Sepe (e altri residenti).
