La polizia di stato ha eseguito stamani un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni nei confronti di Luigi Troncone, 36enne ritenuto associato all’omonimo clan storicamente attivo nei quartieri napoletani di Fuorigrotta e Soccavo. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Napoli su proposta diretta del questore, è scaturito da un’articolata attività di indagine partita nel marzo 2020 e che si è protratta fino al 2025.
Tali accertamenti hanno messo in luce l’operatività del predetto gruppo criminale nell’area occidentale di Napoli attraverso il controllo capillare del territorio e la gestione dei proventi illeciti, provenienti in particolare dal traffico di stupefacenti e dalle estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti.
Nell’aprile del 2025 a Troncone sono stati contestati reati che attengono alla gestione diretta e/o indiretta delle piazze di spaccio, all’imposizione del pizzo, al traffico di sigarette di contrabbando e alle estorsioni. Tra queste, particolarmente significative, sono state quelle a carico delle attività commerciali operanti in tutta l’area dello stadio “Diego Armando Maradona”, il tutto avvalendosi delle condizioni aggravanti previste dall’articolo 416-bis del codice penale.
Il decreto di sequestro emesso dall’Autorità Giudiziaria ha colpito un articolato compendio patrimoniale ritenuto nella disponibilità effettiva del Troncone e da lui acquisito in un arco temporale compatibile con le epoche della conclamata pericolosità sociale.
In particolare, il provvedimento ha interessato un’immobile, la totalità dei beni strumentali di un’impresa individuale attiva nel settore della locazione di natanti da diporto, tre natanti da diporto, nonché numerosi rapporti finanziari. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro è stato stimato in circa 5 milioni di euro.
