Truffe agli anziani, un modello criminale che viaggia da Napoli a tutta Italia
Ore al telefono, paura costruita ad arte, poi la consegna di soldi e gioielli: che sia a Napoli o in trasferta lo schema dei truffatori è sempre lo stesso. Le ultime indagini, che hanno portato a 7 arresti, raccontano un fenomeno che va oltre i singoli episodi: i raggiri agli anziani sono diventati un modello criminale rodato, con centrali telefoniche, appartamenti usati come call center e squadre pronte a muoversi in tutta Italia per ritirare il bottino.
Le inchieste coordinate dalla Procura di Napoli e condotte dalla Squadra Mobile e dai Carabinieri hanno ricostruito decine di episodi, con vittime tra i settantacinque e gli ottantanove anni e incassi che arrivano a centinaia di migliaia di euro. Solo ieri è stata smantellata un’organizzazione con base operativa nel capoluogo campano, ma capace di colpire in più regioni del Paese, dal Piemonte alla Puglia.
A dicembre un’altra operazione, con il contributo dei militari di Genova, aveva portato all’emissione di ventuno misure cautelari per oltre trenta raggiri ricostruiti, un giro d’affari di circa trecentomila euro e il recupero di parte dei contanti nascosti in abitazioni e depositi improvvisati.
La lista però è lunga. Il meccanismo resta invariato: una telefonata insistente, il racconto di un incidente grave, spesso con bambini o donne incinte coinvolti, e la richiesta di consegnare tutto quello che c’è in casa. Denaro e gioielli che, in pochi minuti, finiscono nelle mani di corrieri pronti a sparire.
