Zone rosse, via libera di Palazzo Spada: annullata la sentenza del Tar
“Sulle zone rosse decida la Consulta”. Dopo il verdetto del Consiglio di Stato, che ha dato ragione alla Prefettura di Napoli ribaltando il Tar, il Coordinamento rilancia e annuncia una nuova fase della battaglia legale. Per i ricorrenti, infatti, spiega Andrea Chiappetta, dottorando in diritto costituzionale e membro del pool di giuristi, la divergenza tra l’impostazione del Tribunale amministrativo regionale e quella di Palazzo Spada non è un dettaglio tecnico, ma il segnale di una frattura interpretativa che può essere ricomposta solo davanti alla Corte costituzionale. (Intervista in video allegato)
Un nuovo scontro, insomma. Per Palazzo Spada il bilanciamento tra sicurezza pubblica e diritti può reggere. Nella sentenza infatti, viene riconosciuta la competenza della Prefettura e si chiarisce che non si tratta di un divieto generalizzato, perché l’allontanamento si applica solo in presenza di condizioni specifiche e di situazioni considerate a rischio. Per il Tar, invece, il punto critico era legato al pericolo di vedere uno strumento eccezionale trasformarsi, di fatto, in una misura di uso ordinario, con ricadute non solo sulla libertà di circolazione ma anche sulla presunzione di innocenza.
La sentenza arriva dopo un passaggio già favorevole a Palazzo di Governo in sede cautelare e dopo l’udienza di merito. Nel frattempo, però, in città erano già stati adottati ulteriori provvedimenti dello stesso tipo, tuttora in vigore. E sullo sfondo si inserisce anche il nuovo decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri, che interviene proprio sulle zone rosse definendone la durata. Fino a sei mesi, con la possibilità di rinnovo fino a un massimo di diciotto. (Interviste in video allegato).
