Si può dire, senza timore di essere smentiti, che il gay pride, come veniva definito 30 anni fa il manifesto per i diritti civili della comunità Lgbt, in Italia lo ha “portato” lui. Franco Grillini, parlamentare, attivista e oggi presidente onorario dell’Arcigay, con l’allora sindaco Bassolino pensò che Napoli fosse pronta a essere la prima città italiana a ospitare il corteo del Pride. Ed è per questo che con l’avvicinarsi del 27 giugno, data fissata per l’edizione 2026 del Pride, Napoli ha voluto riconoscergli la cittadinanza onoraria. Non era mai accaduto in Italia che venisse riconosciuta la cittadinanza onoraria a un omosessuale. La cerimonia nella sala dei Baroni del Maschio Angioino durante la quale Grillini ha voluto mandare qualche frecciatina a Roberto Vannacci, ex generale dell’esercito che dopo quello europeo si appresta ad entrare anche nel parlamento italiano al grido di “gli omosessuali non sono normali”
La presentazione del Pride 2026 e il pericolo Vannacci
La cerimonia, a cui hanno partecipato il sindaco Manfredi e l’assessore alle Pari opportunità Ferrante, è stata seguita dalla conferenza di presentazione del programma dell’Onda Pride di quest’anno, che partirà per la prima volta da Porta Capuana. E anche durante la presentazione, il convitato di pietra nella sala dei baroni era il leader di Futuro Nazionale Vannacci: a lui hanno indirizzato un messaggio il segretario nazionale di Arcigay, Gabriele Piazzoni e Loredana Rossi, vicepresidente dell’Associazione Transessuali Napoli
