HomeAttualitàMartina Carbonaro, braccialetto elettronico per i genitori della 14enne

Martina Carbonaro, braccialetto elettronico per i genitori della 14enne

"Non si può trasformare il dolore più devastante che un essere umano possa vivere in un indice automatico di pericolosità sociale", ha spiegato il legale

Martina Carbonaro, braccialetto elettronico per i genitori della 14enne

I genitori di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa ad Afragola nel maggio del 2025, dovranno indossare il braccialetto elettronico e tenersi lontani dai parenti di Alessio Tucci, l’ex fidanzato che ha confessato il delitto. Lo ha deciso la giudice Stefania Amodeo del Tribunale di Napoli Nord.

Marcello Carbonaro ed Enza Cossentino dovranno mantenere una distanza di almeno trecento metri dalle persone e dai luoghi indicati nell’ordinanza, compresa l’abitazione della famiglia del giovane. Entrambi sono accusati di minacce. Al centro dell’inchiesta ci sono due episodi, avvenuti il 5 aprile e il 9 maggio del 2026. La richiesta della Procura ricorda anche quanto accaduto dieci giorni dopo, durante la prima udienza del processo. In quell’occasione ci furono forti tensioni e minacce reciproche tra i due nuclei, anche all’interno del palazzo di giustizia di Napoli.

La difesa contesta la decisione. L’avvocato Sergio Pisani sostiene che le parole pronunciate dai suoi assistiti siano state uno sfogo dettato dalla disperazione e che non siano state seguite da gesti concreti. «Il diritto penale dovrebbe distinguere una vera minaccia da uno sfogo disperato. Le parole, da sole, non bastano: occorre una concreta capacità intimidatoria. Non si può trasformare il dolore più devastante che un essere umano possa vivere in un indice automatico di pericolosità sociale», ha spiegato il legale, annunciando il ricorso al Tribunale del Riesame.

Martina scomparve la sera del 26 maggio del 2025. Il suo corpo venne ritrovato due giorni dopo nell’ex casa del custode dello stadio Moccia. Secondo quanto ammesso da Tucci, la ragazza venne colpita alla testa con una pietra dopo avergli confermato di non voler riprendere la relazione. Il processo è ancora in corso.