HomeCronacaOspedale Pineta Grande, ridimensionato il pronto soccorso: sotto accusa la Regione Campania

Ospedale Pineta Grande, ridimensionato il pronto soccorso: sotto accusa la Regione Campania

Scatta l’allarme sull’intero litorale casertano. Da oggi, il Pronto Soccorso dell’ospedale Pineta Grande di Castel Volturno riduce drasticamente le proprie attività.

La struttura, di proprietà della famiglia Schiavone, storico gruppo imprenditoriale della sanità, ha annunciato la decisione in aperto conflitto con la Regione Campania. I vertici dell’ospedale puntano il dito contro il presidente Fico e la sua giunta, accusati di non aver preso “alcuna decisione concreta” nonostante mesi di sollecitazioni, interrogazioni e impegni pubblici.

Il nodo è, come sempre, economico. L’ospedale Pineta Grande, presidio unico per decine di chilometri in un’area che d’estate triplica la propria popolazione tra cittadini e immigrati, sostiene di aver garantito finora il servizio a proprie spese, accumulando un passivo di circa 30 milioni di euro negli ultimi anni. Un modello, spiegano i dirigenti, “non più sostenibile”.

La struttura continuerà ad operare; ma solo “nei limiti previsti dalla legge”. Significa che il personale sarà ridotto agli standard normativi, abbandonando il regime straordinario che finora ha assicurato un’efficienza superiore. I pazienti verranno comunque presi in carico, valutati e stabilizzati; ma chi necessita di cure specialistiche sarà trasferito in altre strutture regionali. La sicurezza resta garantita, avvertono dall’ospedale; ma sono inevitabili “tempi di attesa più lunghi e maggiori disagi”.

L’appello finale della direzione è chiaro: la Regione e l’Asl devono intervenire con urgenza per trovare una soluzione alternativa. E invitano i cittadini a ricorrere al Pronto Soccorso solo per vere emergenze, riservando le cure territoriali ai casi meno gravi. Ora la parola e la grana passa alla politica.