Forse si è aperta nuovamente una breccia per individuare alcuni dei responsabili dell’inquinamento del fiume Sarno. E’ stato sequestrato un’altra volta lo stabilimento dolciario di Striano sospettato di inquinare il corso d’acqua che, una volta a mare, lambisce la costiera Sorrentina e Amalfitana. I carabinieri e la capitaneria di porto, su ordine della procura di Torre Annunziata, hanno messo i sigilli all’azienda dolciaria I.D.A.V. SpA, già finita nel mirino della giustizia nel dicembre 2024 per reati ambientali. Allora, il tribunale aveva disposto il dissequestro nel luglio 2025; ma con una condizione esplicita: lo stabilimento non poteva riprendere l’attività produttiva.
E invece, secondo gli accertamenti, il 4 agosto scorso i macchinari sono tornati a funzionare. E senza le necessarie autorizzazioni. Soprattutto manca il permesso per lo scarico delle acque reflue industriali che già nel 2024 si appurò finivano disperse direttamente sul piazzale e in cisterne vicino al canale rio Foce.
All’interno dell’azienda, si trattano prodotti come ciliegie, pesche, albicocche e arance, stoccati in cisterne metalliche. Di fronte al pericolo di un aggravamento del danno ambientale, le forze dell’ordine hanno sequestrato l’intera area di 5mila metri quadrati. L’operazione si inserisce in una campagna più ampia di controlli, con il supporto dell’Arpac, per contrastare l’inquinamento nel bacino del Sarno e lungo la costa della penisola sorrentina.
