E’ morto da stallone Varenne, destino che si riserva solo ai più grandi. Dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere negli ippodromi del mondo e dopo aver avuto 3mila figli, il più grande trottatore di tutti i tempi soprannominato il Capitano è morto in un allevamento di Eboli, in provincia di Salerno, all’età di 31 anni dove viveva dopo il ritiro dalle corse. Di proprietà dell’avvocato napoletano Enzo Giordano, scomparso di recente, Varenne aveva origini emiliane. Tutti i successi durante la sua carriera li ha avuti sotto la guida del drive Giampaolo Minnucci: ha vinto tutte le competizioni più importanti tra cui due volte il prix d’Amerique. Tre volte ha vinto il Gran Premio Lotteria di Napoli.
Il legame con Napoli e Agnano
Napoli è stata la scenografia ideale dei suoi trionfi più caldi e passionali, trasformando l’Ippodromo di Agnano nel tempio della sua consacrazione. Ad Agnano Varenne ha firmato un’epica tripletta consecutiva nel Gran Premio Lotteria (2000, 2001, 2002), mandando in visibilio decine di migliaia di tifosi campani che lo incitavano con un trattamento riservato spesso solo ai calciatori della squadra cittadina.
La sua ultima vittoria nel Lotteria del 2002, contro il rivale Victory Tilly, resta una delle pagine più gloriose della storia dell’ippica.
A Eboli dopo il ritiro dalle piste
Anche dopo il ritiro dalle piste, il legame con la città non si è mai spezzato: Varenne è tornato a Napoli per sfilate trionfali, come quella memorabile sul lungomare di via Caracciolo nel 2016 e la celebrazione ad Agnano nel 2025.
Il cerchio con la Campania si è chiuso definitivamente con il suo trasferimento all’allevamento LJ di Eboli, dove il campione vive la sua meritata pensione.