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Via San Sebastiano, nuovi rilievi dopo gli spari

Gli investigatori stanno approfondendo anche possibili contrasti tra giovani del Rione Sanità e del Cavone

Via San Sebastiano, nuovi rilievi dopo gli spari

A quasi un mese dagli spari, gli investigatori tornano in via San Sebastiano, nel cuore del centro storico di Napoli. Dalle sette di mattina la strada è stata chiusa al traffico per consentire nuovi rilievi e accertamenti tecnici sui luoghi del raid avvenuto 25 luglio. Al lavoro gli specialisti della Polizia Scientifica di Roma e del capoluogo campano, su richiesta della Questura.

La sparatoria

Quella notte Germano Saponara, barista di 33 anni, aveva finito di lavorare e si trovava in strada con alcuni amici quando venne raggiunto a un braccio da un proiettile. Era del tutto estraneo alla vicenda. Le indagini hanno portato all’arresto di Giuseppe Muscariello e Vincenzo Rubino. Secondo l’accusa, i due erano a bordo di uno scooter e Muscariello avrebbe esploso i colpi. Il giovane ha ammesso di aver sparato, ma ha negato che si sia trattato di una “stesa”: sostiene di essere stato inseguito dopo un litigio e di aver fatto fuoco in aria per riuscire a fuggire. Rubino ha invece dichiarato di non sapere che l’amico fosse armato. Gli investigatori stanno approfondendo anche possibili contrasti tra giovani del Rione Sanità e del Cavone. Ed è proprio sulla dinamica di quei colpi che si concentrano ora i nuovi accertamenti della Scientifica, chiamata a raccogliere ulteriori elementi utili all’inchiesta.

La polemica

Dopo il ferimento, la Prefettura ha disposto un rafforzamento della vigilanza nel centro storico, con servizi congiunti e operazioni ad alto impatto contro la cosiddetta “mala movida”. Ma in questa zona il confronto sulla notte napoletana era aperto già da tempo. Al centro ci sono soprattutto gli orari dei locali. Dal 29 luglio e fino al 29 novembre, nell’area di piazza Bellini e nelle strade limitrofe sono tornate le restrizioni: stop all’asporto delle bevande dalle 22 e 30, chiusura all’una dalla domenica al giovedì e alle due il venerdì e il sabato. Il provvedimento nasce dai superamenti dei limiti di rumore rilevati dall’Arpac e dalle pronunce dei giudici a tutela del riposo dei residenti. Una stretta contestata dagli esercenti, anche quelli di via San Sebastiano, che da mesi sostengono che anticipare le chiusure rischi di svuotare le strade nelle ore notturne. Locali aperti, luci e presenza di persone, è la loro tesi, possono rappresentare anche un presidio di socialità e sicurezza. (Video)