“7500 euro di multa e 45 giorni di fermo amministrativo per aver rifiutato di coordinarsi con i trafficanti libici”. E’ l’incipit del volantino di protesta con il quale la ong Mediterranea Saving Human sta promuovendo per domani un sit in di solidarietà per l’equipaggio della nave Sea watch 5, sottoposta a un fermo amministrativo di 45 giorni e a una multa di 7.500 euro disposti dal Viminale.
L’imbarcazione si trova attualmente ormeggiata e bloccata al terminal di porta di massa nel porto di Napoli, dopo essere attraccata la scorsa settimana con a bordo sei migranti, tra cui tre minorenni non accompagnati. Il Ministero dell’Interno accusa l’ONG tedesca di aver violato le norme sul coordinamento dei soccorsi, in particolare per non aver cooperato con la guardia costiera libica durante il salvataggio di 6 migranti avvenuto in acque internazionali il 13 agosto. Respingendo le accuse, la portavoce dell’organizzazione Giorgia Linardi ha definito il provvedimento un “fermo strumentale”. L’ONG ha rivendicato la scelta di non coordinarsi con le autorità di Tripoli, dichiarando sui propri canali social: “Non collaboriamo con criminali e trafficanti”.
I riflessi sul dibattito politico internazionali
Il caso ha riacceso lo scontro tra il governo italiano e le organizzazioni umanitarie, rischiando inoltre di sollevare nuove frizioni diplomatiche tra Roma e Berlino, dato che la Sea-Watch 5 batte bandiera tedesca
