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Emergenza carceri in Campania: a Poggioreale i reclusi sono oltre il 170% della sua capienza

Intanto ieri detenuto 37enne si toglie la vita a Benevento. E' il quinto nella regione quest'anno

Allarme rosso nelle carceri della Campania: la regione affonda in una crisi di sovraffolamento penitenziario senza precedenti, toccando picchi drammatici che soffocano ogni prospettiva di rieducazione.

A denunciare la situazione esplosiva è Samuele Ciambriello, Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti, analizzando i dati ufficiali del Ministero della Giustizia aggiornati al 3 settembre ultimo scorso.

I numeri fotografano un sistema al collasso sul territorio campano, dove la popolazione reclusa raggiunge quota 8.064 unità, tra cui 430 donne e 952 stranieri. A guidare la classifica delle criticità è la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, che sfonda la soglia del 170% di saturazione reale con ben 2.302 presenze.

Condizioni estreme si registrano anche negli altri istituti della regione: a Santa Maria Capua Vetere si contano 1.044 detenuti per 665 posti reali, a Salerno 582 ristretti a fronte di 369 posti, e a Benevento 364 presenze su una capienza di 232 posti.

Una densità insostenibile, aggravata da una cronica carenza di organici sia nella polizia penitenziaria che nel personale sanitario.

Intanto ieri un detenuto di 37 anni si è tolto la vita nel carcere di Benevento. E’ il quinto suicidio in Campania dall’inizio dell’anno.

Di fronte a questo scenario, Ciambriello ha invocato interventi politici immediati e misure deflattive per arginare un’emergenza che calpesta la dignità umana e che suggerisce il carcere non più come luogo in cui c’è una pena da scontare bensì come luogo in cui c’è un castigo da espiare.