«Restituiremo il mare balneabile a Bagnoli». Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e commissario per l’ex Italsider, rilancia la sfida. L’America’s Cup, evento velico da 1,5 miliardi, sarà l’acceleratore per chiudere 40 anni di immobilismo.
Il nodo è la colmata: 180mila metri quadrati di cemento e scarti industriali in mare.
La strategia è stata il capping: la colmata non si rimuove; ma si mette in sicurezza con strati isolanti. Manfredi ha dichiarato: “Servirebbero 400 camion al giorno per dieci anni per smaltire la colmata”. Tutta l’area, ad ogni modo, aggiunge: “Diventerà base dei team per l’America’s Cup 2027” e, si spera, nel 2029.
Poi, dopo l’evento, terrazza a mare con acque balneabili, spazi per pesca e aree attrezzate. Nel parco nascerà la cittadella sportiva gestita dalle Fiamme oro e non ci sarà nessun porticciolo turistico, promette l’amministrazione guidata da Manfredi. Altra promessa: costruiremo una nuova tranvia San Giovanni-Mergellina, stazioni metro collinari e faremo lavori in 20 strade di Bagnoli.
Ambientalisti e comitati contestano l’intera la filosofia dell’amministrazione guidata da Manfredi sull’area. Sono contro la ‘formula del capping’ perchè vogliono la rimozione totale e il ripristino della costa originaria. Temono che i lavori forzati e le colate di cemento nell’ex area dell’Italsider possano sollevare o stiano già sollevando sostanze tossiche, mettendo a rischio la sicurezza e la salute pubblica dei residenti. Sono preoccupati per la realizzazione di infrastrutture definite “aggressive” per il territorio e per il litorale di Coroglio, dettate solo dalle scadenze della competizione sportiva. Sono sicuri che, una volta spenti i riflettori della gara velica, le strutture costruite potrebbero essere abbandonate o date in gestione a privati lasciando il quartiere senza reali vantaggi strutturali o occupazionali.
