sabato, Aprile 13, 2024
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Autonomia differenziata, De Luca: “Se va avanti il progetto i giovani devono solo emigrare”

Il presidente della Regione Campania parla di “crepuscolo della democrazia”

Autonomia differenziata, De Luca: “Se va avanti il progetto i giovani devono solo emigrare”

“Le politiche di coesione sono saltate. Quando si dice prendiamo i fondi sviluppo e coesione li gestiamo da Roma e ci dovete dire che progetti volete fare ma qual è autonomia regionale? È evidente che diamo difronte a un tentativo di ricatto politico che noi non accetteremo mai. Non perdete tempo, lo vorrei dire ai nostri interlocutori. Voi vi dovete solo augurare che Vincenzo De Luca abbia un infarto fulminante, ma se come mi capita, godo ancora di buona salute, state perdendo tempo”

Lo ha detto il presidente della Regione Campania che ha concluso l’incontro organizzato alla fondazione Banco Di Napoli dal titolo “L’autonomia regionale differenziata, solidarietà e territori”. Il dibattito conclusivo del ciclo di tre incontri sul regionalismo, è stato moderato dal direttore de Il Mattino Francesco De Core. Ad inaugurarlo i saluti del presidente della Fondazione Banco di Napoli Orazio Abbamonte.

Il rischio per i giovani

Per il presidente campano se l’autonomia differenziata dovesse andare in porto il destino per i giovani sarebbe segnato:

“Già negli ultimi dieci anni abbiamo perduto 600 mila giovani del Sud: se ne sono andati via. Se va avanti il progetto di autonomia differenziata il destino di un’intera generazione è solo quello di emigrare. Questa prospettiva che mette in discussione l’unità d’Italia, concretamente mette anche in discussione la possibilità di vita e di lavoro per i nostri giovani.”

Crepuscolo della democrazia

A rischio per Vincenzo De Luca la democrazia italiana, che ha parlato infatti di “crepuscolo della democrazia”. A supporto della propria tesi quanto accaduto alla manifestazione a Roma la scorsa settimana. Che ha visto coinvolti in prima persona il presidente e sindaci del mezzogiorno contro l’autonomia differenziata e il ritardo nell’assegnazione dei fondi di sviluppo e coesione:

“nessuno rileva la gravità estrema nella perdita di misura e di controllo, perché se contrasti un cittadino normale è grave ma altro è vedere 500 sindaci buttati per aria. Eravamo noi eletti a manifestare di fronte ad atteggiamenti discriminatori: la Campania ha deciso che dopo un anno e mezzo di tempo perso era necessario anche la mobilitazione perché il danno che stiamo ricevendo è immenso”.

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