mercoledì, Giugno 19, 2024
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Carabinieri in Stir di Tufino, 12 arresti per smaltimento illegale rifiuti

1000 tonnellate di rifiuti smaltiti illegalmente che hanno prodotto un danno di 500mila euro alle casse della Sapna

1000 tonnellate di rifiuti smaltiti illegalmente che hanno prodotto un danno di 500mila euro alle casse pubbliche della città metropolitana di Napoli. E’ di corruzione e traffico illecito di rifiuti l’accusa con quale i carabinieri del nucleo tutela ambientale hanno arrestato 12 persone tra le province di Napoli, Avellino, Benevento e Salerno.

Il DANNO ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI

Ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, furto aggravato ai danni della Città Metropolitana di Napoli e corruzione, gli indagati  sono stati per sei mesi nel mirino della direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha avuto modo di ricostruire la dinamica della frode. Ad accorgersi delle anomalie nell’impianto di trattamento di Tufino e a segnalarle agli inquirenti stesso la Sapna, la società che gestisce il ciclo dei rifiuti per l’ente Città metropolitana. Nel cosiddetto Stir infatti venivano smaltite tipologie di rifiuti di provenienza industriale e dunque estranee al ciclo di raccolta dei rifiuti urbani.

DIPENDENTI INFEDELI

Diverse le figure professionali coinvolte nell’attività illegale. Amministratori di alcune aziende di rifiuti speciali delle province di Napoli e Salerno, autisti di automezzi adibiti alla raccolta di rifiuti urbani e alcuni dipendenti infedeli dell’impianto di Tufino, che avevano organizzato, nei minimi dettagli, un articolato “modus operandi” che consentiva loro di smaltire illecitamente rifiuti speciali, di provenienza industriale, nell’impianto pubblico, a spese dell’Ente pubblico. A fungere da tramite tra le aziende e i dipendenti pubblici, che intascavano mazzette, gli autisti dei camion che sversavano nell’impianto di Tufino.

Nel corso dell’attività sono stati accertati smaltimenti illeciti per oltre 1.000 tonnellate di rifiuti speciali che hanno determinato un aggravio di costi alla S.A.P.NA. per circa 500 mila euro, oltre i danni spesso causati all’impiantistica dallo sversamento di rifiuti anche ferrosi, che hanno bloccato anche per lunghi periodi il ciclo di trattamento dell’impianto pubblico. Due le aziende private produttrici di rifiuti industriali sequestrate.

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