giovedì, Maggio 23, 2024
HomeCronacaDroga, armi, estorsioni: 18 arresti a Torre Annunziata. Nello spaccio coinvolti bambini

Droga, armi, estorsioni: 18 arresti a Torre Annunziata. Nello spaccio coinvolti bambini

18 persone gravemente indiziate dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, di estorsione, detenzione e porto illegali di armi sono state arrestate dai Carabinieri di Torre Annunziata.
L’attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, è iniziata nel dicembre 2018 dopo il ferimento a colpi d’arma da fuoco di un uomo, risultato poi essere un acquirente di droga, avvenuto all’interno del rione popolare “Poverelli” del centro storico di Torre Annunziata.
Le indagini hanno permesso di documentare un rilevante numero di cessioni di “cocaina” a numerosi acquirenti provenienti da tutta la provincia napoletana, da parte di persone appartenenti a distinti nuclei familiari, tutti residenti nel rione.
Attraverso le attività di intercettazione, di servizi di osservazione e pedinamento, sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico degli arrestati, alcuni di loro anche in flagranza di reato.
Dall’attività investigativa è emersa la particolare prudenza adottata dagli “spacciatori”, che utilizzavano un linguaggio criptico e ricevevano gli acquirenti abituali all’interno di appartamenti protetti da sistemi di videosorveglianza installati abusivamente.
Gli spacciatori erano anche persone che, all’epoca dei fatti, si trovavano agli arresti domiciliari per altri reati, oppure minorenni utilizzati per la consegna della droga “a domicilio”.
Per 16 degli indagati, 5 dei quali già detenuti in carcere per altra causa, è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per 2 indagate è stato disposto il divieto di dimora nella provincia di Napoli, in quanto madri di bambini piccoli.
Le misure sono state eseguite nei confronti di 17 delle 18 persone, mentre un indagato, nei cui confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere, è tuttora attivamente ricercato dai Carabinieri.
Quattro dei soggetti destinatari della misura cautelare sono risultati, infine, percettori del Reddito di Cittadinanza e saranno segnalati all’INPS per la revoca del beneficio, non avendone più diritto.

Skip to content