sabato, Maggio 9, 2026
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Drone con un kg di hashish abbattuto nel carcere di Poggioreale

Trasportava quasi un chilogrammo di hashish, destinato a essere venduto a prezzi esorbitanti tra le celle, il drone intercettato, abbattuto e sequestrato dalla polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale, a Napoli. Il velivolo, notato mentre sorvolava l’area dell’istituto penitenziario, ha fatto scattare le contromisure che hanno portato a neutralizzarlo.  “Il personale di polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale continua a operare con professionalità, competenza e senso dello stato”, commenta l’ Uspp, “ma la sola sorveglianza tradizionale non basta più: la camorra fa affari anche in cella e oramai è in atto una guerra hi tech contro la criminalità organizzata, soprattutto laddove i contesti ambientali sono caratterizzati dalla sua storica presenza”.
Per il presidente dell’ Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio “la frequenza degli episodi e la tipologia del materiale sequestrato appaiano compatibili con dinamiche strutturate e riconducibili al crimine organizzato. Bisogna difendersi: chiediamo con urgenza l’installazione di sistemi anti droni negli istituti più esposti, uno stanziamento di fondi dedicato alla sicurezza tecnologica delle strutture penitenziarie e un intervento normativo che riconosca lo spazio aereo degli istituti penitenziari come area di sicurezza riservata”.
“L’oramai crescente fenomeno dei droni – conclude il sindacato – non riguarda solo la sicurezza degli istituti penitenziari ma anche la sicurezza pubblica: la camorra utilizzando queste modalità sta costantemente rafforzando i suoi affari anche all’interno delle carceri. Per questo è necessario anche un rafforzamento di un organico che, per esempio, a Poggioreale è carente di ben 150 unità. Finora solo a costo di enormi sacrifici si è riusciti a mantenere l’ordine e la sicurezza interna (fonte Ansa)