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Emergenza incendi, colpita la Costiera Amalfitana

Per contenere i roghi sono stati impiegati Canadair ed elicotteri, insieme alle squadre a terra

Emergenza incendi, colpita la Costiera Amalfitana

Ancora una volta la Costiera Amalfitana brucia. Diversi incendi, infatti, hanno colpito le montagne tra Maiori e Tramonti, aggredendo ampie zone di macchia mediterranea. Il fronte principale ha interessato l’area di Casa Vitagliano, mentre altri focolai si sono sviluppati a Paterno e sul versante costiero. Il vento ha favorito la propagazione delle fiamme e il fumo ha raggiunto anche i centri abitati. Per contenere i roghi sono stati impiegati Canadair ed elicotteri, insieme alle squadre a terra. Pompieri e volontari della Protezione civile hanno lavorato ininterrottamente per impedire che il fuoco si avvicinasse alle case. Le cause restano da chiarire.

Un’emergenza che si inserisce in una stagione già segnata da numerosi incendi in Campania. Nel Salernitano un vasto fronte ha interessato il Monte San Liberatore, rendendo necessario anche l’intervento dei mezzi aerei. Nel Cilento, a San Giovanni a Piro, oltre venti ettari di vegetazione sono andati distrutti in un rogo durato circa ventiquattro ore. Palazzo Santa Lucia indica quello tra il 15 giugno e il 30 settembre come il periodo di maggiore pericolo e sottolinea che la quasi totalità degli incendi è riconducibile a comportamenti umani. E la Costiera conosce bene questo rischio.

I precedenti

Nel 2023, proprio nel territorio di Tramonti, andarono in fumo almeno sette ettari di vegetazione. Per fermare le fiamme furono necessari circa trenta lanci d’acqua.  Tra i precedenti più rilevanti nella nostra regione ci sono poi gli incendi del Vesuvio. Nel 2025 un vasto rogo interessò circa 700 ettari di vegetazione, con un fronte esteso per chilometri. Fu necessaria una mobilitazione nazionale, con Canadair, elicotteri, quasi duecento operatori e il sostegno dell’Esercito.

Resta nella memoria anche l’emergenza del 2017, quando le fiamme colpirono le pendici del vulcano e misero sotto pressione per giorni l’intera area. Alcune abitazioni furono evacuate per precauzione, mentre venne bloccato l’accesso dei mezzi turistici verso il Gran Cono. Da allora il copione si è ripetuto più volte e, con gli incendi di questi giorni, la Campania torna ancora una volta a fare i conti con l’emergenza.