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La Regione Campania con un provvedimento blinda Castelvolturno contro la costruzione del CPR decisa dal governo: ora è un’oasi naturale

Su Castelvolturno se il governo chiama e decide senza interlocuzioni col territorio, la regione Campania risponde a tono.

Già, perchè se a Roma hanno deciso in tema di politiche migratorie che in quell’area in provincia di Caserta deve sorgere un CPR (Centro di Permanenza per i Rimpatri) per ospitare 120 persone, la Regione Campania ha risposto. Ha dato nel frattempo il via libera a quattro nuove aree a protezione speciale per la tutela della fauna e della flora. Una di queste è proprio a tutela nelle aree agricole interne di CastelVolturno.

“La nostra decisione è una riprova dell’attenzione che questa amministrazione intende dedicare a un territorio che va valorizzato e che necessita di interventi di rigenerazione” ha dichiarato il Presidente Roberto Fico.

Al di là delle dichiarazione di facciata, in realtà questa è una delle mosse dell’ente regionale campano per contrastare la decisione presa a Roma. Il governo intende costruire infatti proprio a Castelvolturno un CPR.

Sarà mai possibile ora realizzarlo in una zona che viene tutelata sotto il profilo ambientale in un modo così eccezionale e stringente?

La decisione di costruire un CPR a Castelvolturno da parte del governo era avvenuta nelle scorse settimane senza nessuna interlocuzione con il territorio. La scelta calata da Roma aveva suscitato da subito forti polemiche. Da qui la mossa della Regione Campania per la tutela del territorio.

Con questa delibera la Regione Campania dota, tra le altre, un’area particolarmente delicata come quella di Castel Volturno di strumenti ancora più efficaci per la tutela dell’ambiente e del territorio“, ha dichiarato l’assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro. E aggiunge: “È una scelta che rafforza un modello di gestione dei territori fondato sulla prevenzione, sulla qualità ambientale e sulla responsabilità istituzionale. Ci siamo assicurati ora che ogni ipotesi di programmazione o di trasformazione delle aree sia valutata nel pieno rispetto delle tutele ambientali. La salvaguardia dell’ecosistema non può essere considerata un elemento secondario; ma un principio imprescindibile che deve orientare ogni scelta che incide sui territori“.